Depuratore Acea Roma Est, quanto ancora durerà la situazione di carattere straordinario?

Necessaria indagine sull’impatto ambientate
di Federico Carabetta - 3 Dicembre 2012

Siamo in dicembre e a Colli Aniene, se prima aleggiavano solo puzza e preoccupazioni, ora è palpabile l’indignazione di fronte a quanto accade: l’incessante teoria di autocisterne piene di liquami provenienti da Albano, Labico, Frascati e non si sa più d’onde, continua ad avere come meta finale via degli Alberini e l’impianto di depurazione Acea Roma Est. Ciò a sbugiardare le assicurazioni che entro la fine di settembre il preoccupante viavai sarebbe cessato perché sarebbero tornati funzionanti i depuratori dei Comuni dei Castelli romani posti sotto sequestro nel mese di giugno dal magistrato perché, si legga attentamente, connessi nientemeno a reati contro l’ambiente.

A questo punto è comprensibile che i collianiensi comincino ad allarmarsi ed a puntare il dito alternativamente prima contro il depuratore Acea di via degli Alberini e poi contro il V municipio: il primo perché continua a costituire un grosso problema del territorio o con la puzza o con altri incomodi, e il secondo per non essere a loro dire abbastanza incisivo per intraprendere azioni per risolvere la problematica di quel quartiere che – quando fa comodo – viene vantato come quartiere modello e addirittura “fiore all’occhiello” dell’intero municipio.

Il governo locale del territorio, osservano i cittadini, appare troppo impegnato in lotte interne di potere mostrando chiaramente trascuratezza verso il compito istituzionale di. mettersi dalla parte dei cittadini difendendone, in questo caso come in altri, la qualità della vita. Per quanto riguarda l’Acea ha continuato negli anni a non curarsi del disagio dei cittadini, a succhiare denaro pubblico, ad ampliamento e potenziare l’impianto, a fare gli interessi dei propri azionisti, infine sorvolando disinvoltamente sulle assicurazioni rilasciate di volta in volta per tacitare i comitati del quartiere e le associazioni che promuovono le varie proteste e manifestazioni di piazza. www.abitarearoma.net/index.php

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Così accade che comitati storici od occasionali comincino a mobilitarsi.

E’ infatti apparso di recente un volantino che invita “chiunque fosse interessato al problema delle centinaia di autocisterne che giorno e notte, 7 giorni su 7, attraversano i quartiere, dirette al depuratore”, ad un incontro durante il quale “verranno esplicate le iniziative prese e quelle eventualmente da prendere anche su proposta degli abitanti del quartiere, sensibili al problema”.

L’Acea, dal canto suo, nel mese di settembre, quello in cui era prevista la fine del via vai, con una nota diretta all’Assessorato ai LL PP, ha chiarito che le autobotti trasportano essenzialmente reflui di fogna provenienti da altri depuratori gestiti dalla stessa società, oggetto di indagini da parte dell’autorità giudiziaria. Che la durata di tale attività, di carattere straordinario, non era più definibile dalla stessa società, che i mezzi adibiti al trasporto sono dotati di specifiche autorizzazioni ed omologazioni a norma di legge, infine che i recenti lavori di ristrutturazione all’impianto rientrano nelle normali periodiche attività di rinnovo delle strutture ed apparecchiature, per la migliore funzionalità del depuratore e precisa che per tali lavori non è prevista la Valutazione di Impatto Ambientale.

Quest’ultimo nuovo punto apre ulteriori interrogativi e preoccupazioni: come ha potuto l’Acea eseguire lavori “di ristrutturazione” che hanno triplicato la portata dell’impianto e, al termine, non sia stata necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale?

Insomma, chi si cura della salute dei cittadini?


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