

Così in una nota il vicepresidente Commissione Ambiente e consigliere M5S in Assemblea Capitolina, Daniele Diaco
“Preceduti dagli annunci roboanti del sindaco e dell’assessora Alfonsi, sono stati posizionati ben 18.000 cestini per i rifiuti urbani chiamati ‘Cestò’.
Giudicati da chi li ha voluti, sono più belli e più funzionali dei precedenti, immediatamente sostituiti. A distanza di qualche giorno, ecco le prime smentite ma sicuramente tra chi apprezza Cestò c’è un ‘impunito’ di gabbiano fotografato nell’atto di prepararsi un lauto banchetto.
E per un gabbiano che fa da apripista ce ne sono altri in fila. Senza contare i volatili affini e parenti, anche i topi potrebbero voler seguire l’esempio.
Le conclusioni sono presto tratte perché moltiplicando il costo di un Cestò per i tanti già collocati per le vie della città, di sicuro le tasche dei romani si sono alquanto afflosciate.
Considerando un tale spreco di denaro pubblico, sarebbe doveroso, quantomeno, cambiare il nome di questo portento di progetto di rigenerazione urbana in “Nuncestò.”
Così in una nota il vicepresidente Commissione Ambiente e consigliere M5S in Assemblea Capitolina, Daniele Diaco.
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