Dialettando nella patria del “ruscignólo della Ciociaria”

Sabato 18 maggio ’13 a Sgurgola presso il Centro Sociale Anziani, presentazione di “Dialetto e poesia nei Monti Lepini” di Anna Corsi, Valentina Cardinale, Vincenzo Luciani
di V. C. - 21 Maggio 2013

Sabato 18 maggio  2013 a Sgurgola presso il Centro Sociale Anziani si è tenuta, dopo quella di Segni, la seconda tappa della presentazione del libro “Dialetto e poesia nei Monti Lepini” di Anna Corsi, Valentina Cardinale, Vincenzo Luciani.

La presentazione itinerante, che si sta svolgendo nei vari paesi trattati nel libro,  ha fatto tappa nella graziosa cittadina di Sgurgola, patria del poeta Attilio Taggi “glio “ruscignólo della Ciociaria”.

La manifestazione ha visto alternarsi vari momenti: la conversazione con gli autori, l’esibizione dei poeti e il coinvolgente spettacolo offerto dai bambini del gruppo folk “La Ciocia” diretto dalla signora Laura Pace; il tutto ha avuto luogo in un frizzante pomeriggio primaverile, tra piante di ulivi e di rose colorate.

I primi a prendere la parola, sollecitati da Laura Pace, spigliata conduttrice dell’evento, sono stati gli autori del libro: Anna Corsi ha parlato del metodo di ricerca adottato per selezionare i materiali: “Prima di tutto per le nostre ricerche consultiamo internet, contenitore immenso di testimonianze dialettali, dopodiché setacciamo le biblioteche ed una volta trovato il materiale procediamo a riempire le schede. Per ogni paese toccato dalla catena dei Monti Lepini abbiamo rintracciato tutto lo scibile riguardante il dialetto: grammatiche e dizionari, proverbi e modi di dire, toponimi, canti e filastrocche, gastronomia, narrativa, teatro e poesia”.

Valentina Cardinale ha spiegato le profonde motivazioni che l’hanno portata a collaborare con il Centro di documentazione Vincenzo Scarpellino : “il mio interesse per il dialetto è nato fin da bambina quando ascoltavo gli stornelli recitati da mia nonna, l’amore per il dialetto ha accompagnato la mia vita ed è esploso negli anni degli studi universitari quando mi sono laureata con il professor Ugo Vignuzzi in dialettologia. Oggi collaborare con il centro Scarpellino mi offre un’occasione unica, ovvero poter stare a contatto ogni giorno con la mia passione: il dialetto”.

Vincenzo Luciani ha spiegato da quanti anni opera il Centro Scarpellino ma soprattutto ha ribadito l’importanza dell’appoggio delle amministrazioni locali per poter continuare le ricerche: “Il Centro di documentazione della poesia dialettale istituito nel 2002 ha indagato i dialetti di molte zone italiane: Gargano, Romagna, Friuli, Abruzzo, provincia di Roma, Tuscia meridionale e campagna romana, monti Prenestini e Lepini, dialetti della Valle dell’Aniene, 121 comuni della provincia di Roma e l’ultimo lavoro, quello che oggi presentiamo, riguarda i 27 comuni delle province di Frosinone, Latina e Roma dell’area dei Monti Lepini. Il nostro obiettivo è di continuare le ricerche ed indagare i dialetti di tutto il Lazio; per questa ricerca sono stati attivati ricercatori per ogni provincia. Per fare ciò è indispensabile avere l’appoggio della politica ed anche dei privati, affinché i nostri ragazzi possano avere i mezzi e le risorse per poter continuare le ricerche”.

Agli interventi degli autori è seguita l’esibizione di poeti sgurgolani e non. Ricordiamo che Sgurgola è la patria di molti poeti e nell’opera presentata sono stati censite le poesie di ben 12 poeti sgurgolani.

Lo spettacolo offerto dai poeti si è aperto con il commuovente ricordo ad Attilio Taggi presentato con queste parole: “Attilio Taggi morì a Roma il 26 dicembre del 1950. È sepolto nel cimitero di Sgurgola, e sulla sua tomba sono incisi questi versi tratti dalla sua poesia “La morte de glio povéta”: Piagnate, génti belle, nate incima / pe’ sse colline piene de maggia, / s’è mórto chi cantà la “Ciocia” nrima, / glio ruscignólo de lla Ciociaria!”. Del grande povéta sono state recitate diverse poesie da due bravissimi ragazzi del gruppo folk la Ciocia.

Il reading di poesia si è aperto con Nando Morgia, splendido esempio di attaccamento alla propria terra, il quale ha recitato per l’occasione un componimento inedito dal titolo “Beatitudine”, esilaranti e sprizzanti di energia le poesie di Gino Bellardini il quale, commosso, ha rivelato: “il mio obiettivo è ricordare mio padre, Loreto Bellardini, che ha dedicato molti versi al suo paese natale ma poter recitare una poesia scritta da me, nel mio paese di origine, tra tanti poeti illustri, è un’emozione unica”; spassose e malinconiche le poesie dell’eclettica poetessa Laura Pace, la quale ci ha commosso con dolcissimi versi in cui ricorda l’inizio del grande amore per suo marito che si rinnova da più di cinquant’anni “na uttarella co’ du’ tricci nere , no’ givinotto moro i ‘mpertinente ,canteva be’, spaccheva le lena sotto alla finastra me’,iè comme i sentevo iò coro m’ariveva ‘mpetto ì le zampe me tremeveno ‘nsapevo manco iè perché” .

Applauditissima l’esibizione in dialetto di Trevi nel Lazio del poeta  Porfirio Grazioli. Come un attore, non ha solo letto la sua poesia “ Jo Rosario” ma, immedesimandosi completamente nei personaggi, l’ha recitata. Grazioli nel declamare i propri versi modula la voce, alza i toni, li attenua, li smorza; fa le pause al punto giusto e così, con quella tipica inflessione ciociara, riesce a temperare il pezzo che acquista la musicalità di una melodia. Nelle sue poesie vi sono battute, sfumature e pause ben dosate con le quali il poeta riesce a svelare, quasi a ritrarre in modo plastico, la mentalità popolare e riesce a farlo così bene che alcune persone del pubblico a fine serata mi hanno confessato “ho immaginato la scena dall’inizio alla fine!”.

Gli interventi dei vari poeti sono stati intervallati dalle piacevoli esibizioni dei bambini e delle signore del gruppo folk “La Ciocia”: i primi hanno recitato alcuni proverbi sgurgolani ed hanno ballato il tipico ballo ciociaro: il “saltarello”; le signore, invece vestite con il costume ciociaro e i tipici calzari hanno allietato la fine della giornata cantando gli stornelli.

Durante la manifestazione gli autori del libro hanno ricevuto dal sindaco di Sgurgola Antonio Corsi, l’attestato di merito per l’impegno e la cura nella stesura e pubblicazione del libro “Dialetto e poesia nei Monti Lepini”, lodevole opera di interesse socio culturale.

Il tour itinerante non si ferma! Stanno per essere concordate le date delle presentazioni a Sezze, a Montelanico, a Morolo e a Villa San Giovanni, tutte all’insegna dei dialetti locali.

Sgurgola18-05-13

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