Dio Padre Misericordioso festeggia il quinto anniversario

La chiesa, opera dell'arch. Richard Meier, é stata inaugurata il 26 Ottobre 2003
Enzo Luciani - 25 Ottobre 2008

La "chiesa di Meier" a Tor Tre TesteIl 26 ottobre la parrocchia Dio Padre Misericordioso festeggia il quinto anniversario dell’inaugurazione.
La chiesa, infatti é stata inaugurata il 26 Ottobre 2003 dal Cardinale Camillo Ruini. Presente il Sindaco di Roma Walter Veltroni, l’architetto Richard Meier e molte altre importanti personalità. L’evento commemorava, a sua volta il 25° Anniversario della elezione del Papa Giovanni Paolo II.
La chiesa è la prima dedicata a "Dio Padre Misericordioso" e si trova a Roma a Tor Tre Teste in largo Terzo Millennio (angolo via Tovaglieri), il cui prato continua ad essere in completa incuria, con l’erba da sfalciare e da curare, e cartaacce varie svolazzanti sul paizzale, nonostante gli appelli anche sul nostro giornale.

Qui di seguito riportiamo alcune notizie significative su quest’opera di cui la nostra periferia è giustamente orgogliosa.

Nell’ambito del programma “50 Chiese per Roma 2000” e in vista del Giubileo, il Vicariato di Roma aveva bandito nel 1995 un concorso internazionale di architettura ad inviti. Tra i sei progetti presentati e firmati da architetti di fama mondiale, vinse quello dell’americano Richard Meier. Come egli stesso afferma, presentando la sua opera davanti al Papa Giovanni Paolo II in Vaticano: “Le vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo”.

Nel marzo del 1998, nel cantiere di Tor Tre Teste viene posata la prima pietra, la complessità e l’unicità dell’opera richiederа oltre cinque anni di lavoro prima della sua consacrazione. Richard Meier (nato nel New Jersey , nel 1934) vanta tra le sue realizzazioni la famosa casa Douglas, l’Atheneum a New Harmony, il Bronx Developmental Center a New York, l’High Museum of Art di Atlanta, il grandioso Getty Center e il Museo d’arte contemporanea di Barcellona. Un’importante caratteristica estetica ed espressiva del suo linguaggio è l’uso del bianco come colore dominante: la sua è un’architettura fatta di luce.

L’imponenza e la complessità realizzativi del progetto di Meier hanno costituito una sfida per le imprese e i professionisti coinvolti. Data l’altezza delle vele ( 26 metri la maggiore) e la loro curvatura, grazie all’esperienza di Italcementi sono state messe a punto soluzioni tecnico-strutturali assolutamente innovative. Innanzitutto, le tre vele autoportanti sono state suddivise in grandi pannelli prefabbricati a doppia curvatura, i “conci”, ciascuno del peso di 12 tonnellate. Successivamente, per montare e assemblare i conci, è stata realizzata una “macchina” alta 38 metri . Questa grande macchina sollevava il concio e lo portava in posizione, all’altezza voluta e in sicurezza. Nessuna gru esistente al mondo avrebbe potuto fare altrettanto.

Nella costruzione della vela realizzata con 256 elementi prefabbricati, detti conci, sono stati impiegati: 2.600 tonnellate di inerti ricavati dalla macinazione del marmo bianco di Carrara, 600 tonnellate di cemento bianco TX Millenium (additivato con biossido di titanio) prodotto dalla cementerai Italcementi di Rezzato (Bs), 550 tonnellate di malte speciali per la realizzazione dei giunti struttuarli fra gli elementi prefabbricati e l’iniezione delle guaine dei cavi e delle barre postese, 8 km di cavi di acciaio di ostensione, 7,5 km di barre di acciaio di ostensione, 300 tavole progettuali necessarie per la complessitа struttuarle e per la grande varietа della geometria dei conci e dei loro dettagli costruttivi. Sono occorse 12.000 ore di studi e ricerche per la messa a punto del cemento TX Millenium e 23.000 ore di progettazione per passare dalle fase progettuale alla fase realizzativi

Le caratteristiche di questa Chiesa sono molteplici. Spesso si considerano soltanto quelle di carattere tecnico, in quanto davvero essa è un capolavoro ingegneristico oltre che architettonico, ma sono di notevole importanza anche quelli di carattere spirituale e liturgico. Cominciamo dalla forma della navata: essa riprende l’idea di una barca, la “barca di Pietro”. Nella tradizione cristiana la “BARCA” ha sempre rappresentato la Chiesa come “Popolo di Dio” guidata da ”Pietro”, il Papa.

Questa Chiesa voluta dal Papa Giovanni Paolo II a ricordo del Giubileo del 2000, nell’idea dell’architetto, doveva rappresentare la “barca della Chiesa” che solca i mari del Terzo millennio e, in maniera traslata, grazie alla sua posizione, la “barca della chiesa locale” (la Parrocchia) che solca il quartiere. Le tre vele che sovrastano la Navata e la cappella feriale simboleggiano la Trinità e la vela più grande vuole dare la sensazione della protezione di Dio sulla comunità Cristiana. Infatti, pur essendo l’intera struttura coperta in modo consistente, sia verticalmente che orizzontalmente dai vetri, il sole non entra mai direttamente in Chiesa, tranne in un particolare momento del pomeriggio soprattutto in estate, quando, da una piccola finestra posta in alto alle spalle del presbiterio, la sua luce dall’esterno illumina il crocifisso posto all’interno.


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