Dipende da te la salvezza dei dialetti d’Italia

Il valore fondamentale e imprescindibile delle piccole azioni individuali in difesa delle lingue locali
Enzo Luciani - 7 Gennaio 2013

In preparazione della Giornata Nazionale del Dialetto che si terrà il 17 gennaio 2013, è apparso sulla rivista dell’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia un articolo del Direttore del Centro di documentazione della poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" Vincenzo Luciani che qui di seguito riproponiamo.

“Salva il tuo dialetto”, prima che scompaia, è l’appello pressante che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Legautonomie Lazio e Centro di documentazione per la poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" hanno lanciato e continueranno a farlo anche nei prossimi mesi ed anni alla popolazione italiana. Partendo dalle singole realtà locali, dai singoli cittadini, e suggerendo l’attuazione di azioni concrete.

Siamo infatti convinti che le piccole azioni, compiute da ogni singola persona, sono fondamentali ed imprescindibili per la salvezza, per la conservazione del patrimonio linguistico locale. E devono essere attuati da ognuno di noi, adesso, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri.

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Non possiamo delegare questo compito allo Stato, agli enti locali, che comunque dovranno essere stimolati e coinvolti, e che lo saranno a maggior ragione se noi saremo capaci di compiere piccoli gesti moltiplicati per milioni di persone. E ciò non deve sembrare una cosa inverosimile, da pazzi, e soprattutto non deve essere considerata fuori della portata di ognuno di noi.

Per rendere operativo l’obiettivo della salvezza delle lingue locali l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Legautonomie Lazio e Centro di documentazione per la poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" hanno concordato innanzitutto di istituire una Giornata nazionale delle lingue locali d’Italia il 17 gennaio di ogni anno in cui in ogni comune si compiano azioni concrete quali: raccolta di libri in e sui dialetti, di testimonianze video ed audio, convegni, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia, giochi di strada, ecc.

Gli Enti promotori della Giornata nazionale si sono impegnati a costruire una rete attraverso internet per costituire in ogni comune un Granaio locale dei beni immateriali delle lingue locali (allestendo on line la raccolta partecipata di vocaboli, proverbi e modi di dire, toponimi, soprannomi, canti, filastrocche, racconti e lavori teatrali e testi poetici, supporti video ed audio). A tale scopo si potranno utilizzare i siti già esistenti di Comuni e/o Pro Loco, con l’assistenza di un Comitato scientifico. Parallelamente si darà vita, in via prioritaria, ad un Catalogo Unico on line che ordini tutti i libri, i documenti video e audio, presenti nei loro rispettivi centri di raccolta e nei siti in tutto il territorio nazionale, in modo da costituire un Granaio nazionale dei dialetti.

Sarà poi istituito un Premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”, con sezioni di poesia e prosa edita ed inedita nelle diverse lingue d’Italia.

I cittadini italiani sempre più stanno imparando ad impegnarsi in prima persona per la difesa del patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico, fonte di ricchezza culturale ed anche economica. Occorre fare un passo deciso in direzione della difesa delle tradizioni popolari e del patrimonio immateriale, quale quello costituito dai dialetti, estremamente più fragili e deteriorabili delle pietre, dei marmi, dei monumenti e dei beni artistici e naturali.

Le comunità locali, oggi parlano sempre meno i loro dialetti e sempre più un dialetto regionale, farcito spesso di termini inglesi e delle centinaia di altre lingue parlate dalle numerose etnie della più recente immigrazione.

Si tratta perciò di operare un salvataggio di frammenti, di tessere scampate ad una distruzione sempre più devastante, divenuto sempre più urgente a fronte di un paesaggio linguistico sconvolto da un ininterrotto terremoto. Ci si muove insomma in un terreno franoso in cui molte nostre lingue locali sono destinate a soccombere.

La necessità di recuperare il patrimonio prezioso delle lingue locali, prima che esse scompaiano, prima che sia troppo tardi è uno degli scopi principali che dobbiamo porci nei prossimi mesi ed anni. Dopo aver raggiunto l’unità linguistica nazionale (ormai tutti parlano l’italiano), dobbiamo dedicare più attenzione alle lingue locali di ogni parte d’Italia (sempre più dimenticate dalla maggioranza dei nostri connazionali).

L’esperienza di questi anni di ricerca sul campo ci spinge a dare alcuni suggerimenti per rendere permanente l’azione di salvataggio intrapresa congiuntamente dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Legautonomie Lazio e Centro di documentazione per la poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" .

Innanzitutto dobbiamo essere capaci di fare rete. Internet può consentire di allestire vocabolari partecipati e strutturati quale ad esempio quello tolfetano e allumierasco (rispettivamente in www.latolfa.com e www.lalumiera.it), o di “sopravvivenza” (come quello un gruppo di giovani di Magliano Romano). In ogni comune, con modeste risorse, si potrà recuperare, parola per parola, ciò che del dialetto è ancora rimasto e che è indispensabile conservare. Come si fa per il patrimonio artistico e ambientale, e assieme ad essi, si tratta di assicurare una tutela attiva anche del patrimonio linguistico: una risorsa, estremamente fragile, deteriorabile e perciò da preservare con urgenza.
Siamo convinti che il coalizzarsi di tante piccole azioni di preservazione dei dialetti potrà consentire il materializzarsi del “miracolo” della valorizzazione delle lingue locali. Lavoreremo perciò per consolidare la rete degli appassionati dei dialetti in tutta Italia (attraverso una newsletter, un data base, la presenza sui siti degli Enti promotori, il potenziamento del Centro di documentazione per la poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" e degli altri centri analoghi.

Ma il dialetto non dovrà essere un tema “solo per vecchi”. Per questo è necessario stabilire un ponte con le Università e consolidare la cooperazione con esse coinvolgendo professori e studenti, con studi e convegni sui dialetti, tesi di laurea, letture poetiche, ecc.
Si tratterà pure, cercando il giusto approccio didattico, di coinvolgere anche gli insegnanti e gli studenti delle elementari e medie, attraverso le parole dei poeti dialettali, l’apprendimento delle tradizioni locali ed un bene inteso studio per favorire una conoscenza generale dei dialetti che sviluppi l’interattività. Un’altra iniziativa alla portata è quella di proporre la lettura della poesia dialettale nelle scuole o la scrittura di brevi testi di poesia o di prosa in dialetto e la riproposizione di giochi di una volta. Educazione sentimentale, riscoperta delle radici e conservazione del bilinguismo ne sarebbero gli indiscutibili vantaggi.

Mi sia concessa una provocazione finale. Noi italiani siamo pronti a scattare con la nostra solidarietà a disastro avvenuto e per rimediare ai guasti, talvolta purtroppo irreparabili.
Non sarebbe meglio, ad esempio, versare oggi 50 centesimi tramite SMS per prevenire un disastro annunciato, piuttosto che versare 2 euro a disastro avvenuto. In questo modo tra l’altro impareremmo che costa infinitamente meno prevenire piuttosto che correre a riparare le distruzioni
Oggi è in corso un terremoto che sta cancellando rapidamente le lingue locali, il nostro prezioso patrimonio immateriale. Perché allora non muoversi da subito?
Un esempio, in questi ultimi 7 anni come Centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino” abbiamo, con un modesto contributo della Provincia di Roma, realizzato 7 libri sui dialetti e sulla poesia dei 121 comuni della Provincia di Roma e reso disponibili in internet (sul sito www.poetidelparco.it) le schede relative a tutti e 121, contenenti i risultati della ricerca, peraltro continuamente aggiornati sulla base delle nuove acquisizioni).
Tornando all’esempio dei cinquanta centesimi, se ognuno dei 5.773.953 abitanti del Lazio versasse 50 centesimi per la salvezza del suo dialetto avremmo 2.886.976 euro da destinare alla prevenzione della distruzione delle lingue locali della Regione, anziché continuare a piangere sulla morte dei dialetti e della poesia dialettale.
Un obiettivo utopico?
Dipende semplicemente da ognuno di noi, senza giustificazione alcuna, perché ognuno di noi può compiere qualcuna delle piccole azioni individuali che abbiamo suggerito e che continueremo tenacemente a suggerire.

 


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