Dire, fare, baciare, lettera, testamento di Paola Tinchitella

Il 22 novembre 2012 presentazione del libro al Teatro Biblioteca Quarticciolo
Enzo Luciani - 13 Novembre 2012

Il 22 novembre alle ore 20,30 al Teatro Biblioteca Quarticciolo presentazione del libro Dire, fare, baciare, lettera, testamento di Paola Tinchitella.

Ad illustrare l’ultima prova letteraria di Paola Tinchitella,  pubblicata da L’Erudita Editrice, sarà Orsetta Foà. Quello della Tinchitella è un progetto ambizioso condotto alla sua conclusione: una raccolta di racconti e giochi letterari oscillanti tra reale, surreale e iperreale che attraverseranno il pubblico, grazie alle voci di Sara Marchesi, Marco Reale e Chiara D’Aquila. Intervista alla scrittrice e all’editor che l’ha seguita in una sperimentazione letteraria che ha indagato con entusiasmo persino la metaletteratura.

Il gioco praticato da bambini viene applicato alla letteratura e i racconti si susseguono sotto le voci dire fare baciare lettera testamento e nascondono il pegno che nascondevano le dita delle mano, svelando l’esperienza umana e i suoi dintorni attraverso una lente d’ingrandimento che è sfida e curiosa indagine dell’oltre umano.

Paola Tinchitella ci ha confessato: "Sono particolarmente emozionata perché dopo tanti eventi organizzati per altri autori, attori, registi e attività culturali per piccoli e grandi, presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo… mi troverò io dall’altra parte della barricata".

Ed ecco come in un post del 9 novembre su movimenti.ning.com/profiles/blogs/dire-fare-baciare-lettera-testamentoalizza blog

Chi entra nel vortice del “gioco” non può venirne fuori senza aver pagato pegno. L’unica conclusione possibile è la scelta del percorso che più si preferisce e nessuno ne uscirà incolume. Paola Tinchitella lascia che questo gioco si trasformi in un flusso inarrestabile, dove la linea di demarcazione fra realtà e finzione non si riconosce, sfuma insieme a qualsiasi riferimento spazio-temporale e molti di voi si troveranno nel pensiero formulato, nelle gestualità surreali, […] girovagando in una condizione di vita vera che sognava o forse in un sogno che fingeva di vivere. Il gioco diventa uno spazio onirico incontrollabile perché i binari del sogno non sono mai paralleli. Si incrociano, raggiungendo lo stesso Altrove, che è molto diverso dall’Ovunque: paradossalmente OVUNQUE potrebbe comprendere, nel significato, anche QUI. E allora bisogna allungarsi verso mondi trasversali, fidarsi dei sogni anche se talvolta mutano in incubi, senza temere la notte e tentare di fermarla. Perchè il buio è solo una condizione momentanea in cui la luce è assente, ciò non sta ad indicare che la luce sia sparita per sempre, ma solo che per un po’ non la vedremo. La vita così può essere un distributore automatico di storie, non c’è tempo per pensare, bisogna inserire il gettone e scoprire cosa vien fuori. Vivere.


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