Disabili maltrattati e sfruttati

Il Comune si costituisce parte civile
Enzo Luciani - 20 Dicembre 2011

Due aguzzini, un uomo e una donna di 42 e 50 anni, sono stati arrestati per maltrattamento e sfruttamento di disabili. I due erano riusciti a conquistare la fiducia di due vicini di casa disabili psichici  e a sottrarre loro con minacce circa 25mila euro nel giro di sei mesi.

Le vittime, madre e figlio, entrambi ebrei, beneficiavano dell’assistenza domiciliare fornita dalla comunità ebraica, sostegno che però era stato sospeso su richiesta dei due aguzzini. I due si facevano consegnare la pensione di invalidità, maltrattavano e costringevano le due vittime a mendicare. I soldi così ottenuti venivano poi utilizzati per giocare al bingo. Sospesa l’assistenza domiciliare però madre e figlio erano finiti in una situazione di degrado. Vivevano in un appartamento fatiscente con fili elettrici scoperti ed escrementi sul pavimento. A far scattare le indagini sono state alcune segnalazioni arrivate da commercianti della comunità ebraica che avevano visto i due chiedere l’elemosina in diverse occasioni.

«Ringrazio la questura di Roma che in pochi giorni ha risolto questo caso – ha detto il presidente della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici – ancora una volta si è dimostrata fondamentale la collaborazione tra la società civile e le forze dell’ordine».

«E’ un episodio grave ed aberrante per il quale Roma Capitale, così come già accaduto in altri casi analoghi, si costituirà parte civile». Così in una nota il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso commenta la notizia secondo la quale una coppia di vicini avrebbe sfruttato e raggirato una madre ed un figlio, entrambi disabili.«Ogni forma di inganno – continua Belviso – è di per sé un atto vile e criminale, ma quando certi tipi di comportamento vengono commessi sui cittadini deboli della nostra società, il tutto assume una connotazione più dolorosa in quanto ad essere lesa e violentata è la buona fede di chi, con fiducia, si affida al prossimo. Alle vittime di questo episodio – aggiunge Belviso – oltre a rivolgere la vicinanza dell’amministrazione capitolina e la mia, confermo che Roma sarà accanto a loro al fine di tutelarli e per assicurarsi che atti di questa natura siano sempre puniti severamente. Desidero infine rivolgere – conclude Belviso – un ringraziamento alle forze dell’ordine che hanno individuato ed arrestato gli autori di questa terribile storia di grave violenza sociale, per i quali auspico una pena esemplare».


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