Discorso del Duce al Natale di Roma: proteste a sinistra

Critiche al discorso del Duce inserito nella clip commemorativa. Alemanno: sequenza è antifascista. Pacifici (Comunità ebraiche): giusto vigilare ma quella sequenza è ok
di Massimiliano Napoli - 22 Aprile 2009

“Il Natale di Roma non è la celebrazione di un passato, ma la capacità di rinascere sempre con una produzione di cultura e simboli. Roma è una città vitale e creativa, e deve essere un punto di riferimento internazionale”. Queste le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno, all’apertura della manifestazione di ieri, 21 aprile, per il 2762esimo compleanno della città eterna. Alemanno, in compagnia del prefetto Giuseppe Pecoraro, del comandante dei Vigili Urbani Angelo Giuliani e del comandante della regione militare Centro Domenico Rossi, ha aperto la cerimonia capitolina deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto, sull’altare della Patria.

E come regalo di compleanno arrivano i poteri speciali per Roma Capitale, ricorda il sindaco. E subito dopo concerti, illuminazioni, iniziative culturali, eventi speciali, musei e mostre a orario speciale e poi, tra le prime iniziative, un filmato commemorativo di circa mezz’ora, proiettato tra le rovine dei Mercati traianei, in cui si ripercorre la storia di Roma in lungo e in largo con l’apparizione di personaggi della storia, dell’arte, dello sport, della cultura, della politica, e in mezzo al quale viene inserito lo spezzone del discorso di Benito Mussolini che dal balcone di palazzo Venezia annuncia l’inizio di un periodo buio e triste della nostra storia contemporanea e in particolare quella di Roma, l’entrata in guerra dell’Italia al grido di “vincere!”, al quale l’immagine successiva fa da drammatico epilogo: la grande Anna Magnani che insegue la camionetta nazista con a bordo l’amato Francesco, scena epocale tratta dal capolavoro di Rossellini “Roma città aperta”.

Una sequenza che per alcuni è stato non solo un boccone amaro, ma anche una terribile gaffe della maggioranza di centrodestra. E il 21 aprile rischia di scivolare in una confusa bagarre politica. Per scongiurare il peggio, dunque, è intervenuto immediatamente il sindaco Alemanno che ha evidenziato come “quella sequenza era chiaramente antifascista e polemizza solo chi non ha visto il filmato”, ricordando poi anche la testimonianza del presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, secondo il quale non c’era “nessuna esaltazione di Mussolini né del fascismo, anzi, quelle immagini hanno dato il polso della tragedia della guerra, della sua atrocità mettendo all’indice le azioni di Mussolini”. E persino il regista della clip, Paolo Micciché, (immaginiamo sentendosi sotto i riflettori) rassicura: “sono di sinistra e rispetto le critiche, ma chi ha visto il filmato sono sicuro era con Anna Magnani; era una provocazione, l’epilogo della dichiarazione di guerra di Mussolini”.

Ma, avverte l’ex Assessore alla Cultura Silvio Di Francia, “l’amministrazione Alemanno dovrebbe avere più cautela nel trattare certi temi, nonostante le rivendicazioni di bontà”. Quella, spiega ancora Di Francia, era la prima iniziativa e ciò non può non aver provocato imbarazzo. Inoltre, aggiunge Walter Verini (ex braccio destro di Veltroni), è il contesto che provoca disagio, non tanto la sequenza in sé. Inserire l’immagine del duce Mussolini tra i personaggi della storia di Roma può essere certamente fatto ma – sottolinea ancora l’opposizione in Campidoglio – va prestata molta attenzione perché la memoria è una cosa molto delicata che va maneggiata con cura.

Ma un qualche disappunto arriva anche dal fronte di destra, e in particolare dalla nipote del duce, Alessandra Mussolini, che ricorda invece come nella sequenza di palazzo Venezia l’immagine del nonno sia stata inserita in sovrimpressione con quella di Nerone, “che non è il massimo dal punto di vista storico”. Ma nel complesso, precisa però la Mussolini, “è andata bene”.

"Ma la faccenda va vista in un’ottica più ampia", dicono ancora gli esponenti del PD. "L’idea di inserire le sfilate in costume, il ricordo ridondante della Roma imperiale, il progetto del parco sulla Roma Antica di Alemanno e ora questo inquietante riferimento… insomma, tutto il contesto sembra rispecchiare nel centrodestra l’immagine di una città del passato che non è quella del presente. Meno male che questa festa non doveva essere una celebrazione del passato, sostengono ironicamente in molti nelle file del centrosinistra. “Il problema – spiega il consigliere comunale Masini – sono le ambiguità del sindaco”: cioè tutta una lunga serie di gesti che lasciano solo intendere, e non dicono. Dal patrocinio comunale concesso al centro sociale di estrema destra Casapound alla proposta di equiparare partigiani e repubblichini, molti sono i punti interrogativi.

Ma per il Sindaco e la Giunta sono tutte chiacchiere. Il filmato, continuano a ripetere dal Campidoglio, non era un’esaltazione del fascismo ma una vera e propria condanna, nonché un pezzo della nostra storia comune. Così come lo è la Roma imperiale e quella dei Papi. “Su questi temi è bene tenere sempre alta la guardia”, ha specificato ancora il presidente delle Comunità ebraiche Pacifici, “ma credo sia stato un buon lavoro”.


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