Domenica 11 novembre i romani al voto per il referendum Atac

Per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale. Cosa c’è da sapere
Redazione - 8 novembre 2018

I cittadini di Roma sono chiamati l’11 novembre 2018 a esprimere il loro parere nel referendum comunale consultivo sul destino di Atac.

Il referendum è stato promosso da Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale.

I quesiti del referendum consultivo

Sono due.

Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Il quorum

Essendo un referendum consultivo, è valido se il quorum supera il 33 per cento degli aventi diritti al voto, a differenza di quello abrogativo in cui occorre la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Servono almeno 800mila voti. (Per eventuali futuri referendum consultivi il nuovo regolamento comunale non prevede, invece, più il quorum.)

Quando, dove e come si vota

Si vota domenica 11 novembre 2018 dalle 8 alle 20 negli stessi seggi elettorali dove si svolgono di solito di elezioni. È necessario essere muniti di documento e tessera elettorale. Due le schede che verranno consegnate agli elettori, una per ogni quesito.

Si vota mettendo una croce sul sì o sul no.

Trasporto disabili

Il Comune rende noto che è stato predisposto un servizio di trasporto dalle abitazioni ai seggi per gli elettori disabili. I cittadini interessati a fruire di questo servizio potranno telefonare fino a sabato 10 novembre (dalle ore 8 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 20) e nella giornata di domenica 11 novembre (dalle ore 8 alle ore 20) ai numeri della Polizia Locale di Roma Capitale 06/67692540 e 06/67692541, fornendo le proprie generalità, l’indirizzo di abitazione, il numero telefonico e indicando il Municipio di appartenenza. Gli elettori che fruiranno del servizio dovranno munirsi dell’attestazione medica e del certificato di accompagnamento, rilasciati dalla Asl competente per territorio.

Le dichiarazioni di voto

Sono a favore del sì al referendum i comitati promotori “Mobilitiamo Roma”, dei Radicali Italiani. “Dopo anni di inefficienze, sprechi e logiche clientelari, finalmente votando sì potremo porre fine al monopolio di Atac e mettere a gara il servizio di trasporto pubblico, ad una o più aziende, sotto il diretto controllo del comune di Roma che continuerà, ad esempio, a stabilire il prezzo del biglietto e le tratte necessarie per ogni quartiere. Nelle condizioni attuali di Atac, fallita nei fatti, qualsiasi altra proposta sarebbe irrealizzabile e condurrebbe alla svendita del servizio ad un solo privato. Chi dice no a questo referendum sostiene che vuole conservare l’azienda “pubblica”, ma di pubblico in Atac è rimasto solo il debito e i continui disagi dei cittadini”, ha spiegato il comitato del sì.

“Noi chiediamo che ci sia una messa a gara in cui concorrano pubblici e privati per chi deve gestire il trasporto pubblico facendo l’offerta migliore. Io invito a votare si, e se il referendum andasse bene vorrei affrontare la questione dei rifiuti di Ama”, ha detto Emma Bonino, senatrice di + Europa.

A favore, si è schierato anche il Pd romano, dopo aver sondato gli iscritti, ha deciso di dare indicazione per il sì. .

Per il no si sono espressi il M5s, Alemanno e Fassina e i sindacati.

Per i pentastellati il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano ha dichiarato: “Il MoVimento 5 Stelle Roma invita a votare no. Si vuole far credere erroneamente che mettere a gara il trasporto pubblico con l’eventuale entrata di altri operatori porterà maggiore efficienza, ma non è così. La città sconta un deficit infrastrutturale e noi stiamo lavorando per risolvere questa questione”. La sindaca Virginia Raggi non ha fatto esplicite dichiarazioni pubbliche per il no, anche se ha ribadito la volontà di mantenere l’Atac pubblica e si è limitata ad osservare che il referendum è consultivo.

Stefano Fassina, consigliere comunale di Sinistra per Roma e deputato di Leu ha affermato: “Votare No al referendum è condizione per salvare il trasporto pubblico locale e per una radicale riorganizzazione di Atac, a partire dalle procedure di nomina dei vertici. La liberalizzazione/privatizzazione porterebbe, nel migliore dei casi, soltanto a copiose rendite per i gestori privati ai danni di cittadini e lavoratori. Abbiamo visto con le autostrade, vediamo negli abnormi profitti di Aereoporti di Roma, cosa vuol dire affidare alla gestione privata un monopolio naturale come il trasporto pubblico. Lo vediamo anche, ogni giorno, a Roma, dove il 20% delle linee del trasporto pubblico locale è in gestione privata con risultati disastrosi”.

L’ex sindaco Gianni Alemanno ha affermato: “Voterò no. Non è vero che Atac non funzioni perché è pubblica. Non funziona perché da Veltroni in poi c’è stato un taglio di sovvenzioni pubbliche al tpl romano. Ci sarebbe una strada molto più seria per risanare Atac, facendo una joint venture con Fs. Oggi gli autobus esplodono perché non c’è manutenzione, non ci sono pezzi di ricambio. Bisogna efficientare, bisogna essere più radicali nel cambiare il management di Atac. Privatizzare non risolve nulla se non ci sono i soldi”.

I sindacati confederali sono schierati compatti per il no.

Tutte le informazioni per il voto

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