Dopo Eugenio Scalfari, Lucia Annunziata – Merkel-Schauble versus Mario Draghi – Brava mamma, anche brava Ministra?

Fatti e misfatti di settembre 2014
Mario Relandini - 1 Settembre 2014

Dopo Eugenio Scalfari, Lucia Annunziata

“”Is he fot to Govern?” – ha scritto, sul suo “Huffington post”, Lucia Annunziata – Renzi è adatto al compito che si è assunto?”

E giù a dimostrare che no, non è apparso fino ad ora adatto. Perché – ha affondato la lama – “dopo la conquista del potere, il potere occorre riempirlo di fatti e di idee. E su questo Renzi arriva tardi e male. E non solo perché non ha i soldi. Anzi… Concentrato sulla presa dei centri di potere… in questi mesi non ha saputo o voluto raccordarsi davvero con il Paese e la sua crisi”. E giù, ancora, a mettere il dito sulla piaga, impietosamente, su tutti gli annunciati programmi rinviati o ridimensionati. Per poi concludere con il definire Matteo un “ragazzino… tenuto continuamente a balia, nei fatti, da altri”. Dopo l’affondo domenicale di Eugenio Scalfari su “La Repubblica”, dunque, una fragorosa bordata di Lucia Annunziata, sull’ “Huffington post”, appena ventiquattr’ore dopo. Tempi che si stanno facendo cupi per il “premier”, insomma, se contro di lui, i suoi modi e i suoi risultati di governo sta sempre più intensificandosi, perfino, un preoccupante e preoccupato “fuoco amico”. Il “ragazzino” Renzi, forse, farebbe bene a non snobbarlo con la sua consueta alzata di spalle, con i suoi gufi o con una battuta al gelato di crema e limone. E a dare una limata alla sua innata autostima. Mica tanto: dal 100% al 75% andrebbe già meglio. “Da grande – andava dicendo da bambino – farò il Presidente della Repubblica come Pertini”. Auguri. Ma, continuando come sta continuando, più che difficile, gli sarà impossibile: non lo voterebbero neppure i “suoi”. E’ già accaduto ad altri.

Merkel-Schauble versus Mario Draghi

“La Cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo Ministro delle Finanze, Volfgang Schauble – secondo quanto pubblicato dall’autorevole quotidiano “Die Spiegel” – avrebbero telefonato, irritati, al Presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi, reo – secondo loro – di avere messo l’accento, al recente “summit” dei banchieri a Jack Hole, sulla opportunità di riforme strutturali piuttosto che sulla necessità di mantenere l’austerità di bilancio. Secondo la Cancelleria tedesca, invece, sarebbe stato il Presidente Mario Draghi a telefonare ai due, ma non c’è stata alcuna smentita sulla loro irritazione nei suoi confronti”.

Resta comunque il fatto certo che la Cancelliera tedesca Merkel e il suo Ministro delle Finanze Schauble – al di là di chi abbia telefonato a chi – hanno l’intenzione di continuare ad incensare quel “dio rigore” accigliato e furioso contro ogni flessibilità ragionevole che potrebbe aiutare la ripresa in tutta l’Unione. C’è da chiedersi perché, considerato che anche la Germania ha cominciato a battere la fiacca economica e produttiva e la prospettiva di Mario Draghi gioverebbe anche a lei. Il rigore d’accordo, per carità, ma non è che di rigore di debba morire. Anche ammesso che la Germania, di rigore, voglia testardemente suicidarsi sull’altare del suo dio.

Brava mamma, anche brava Ministra?

Il marò Massimiliano Latorre – trattenuto in India, da due anni, insieme con il collega Salvatore Girone – ha accusato un malore ed è ora ricoverato nel reparto di neurologia di un ospedale di Nuova Delhi”.

Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è subito partita per andare ad accertarsi personalmente delle sue condizioni e del suo trattamento. L’augurio tuttavia è che, oltre ad essere corsa da buona mamma al capezzale del marò Massimiliano Latorre, sia corsa anche da buona Ministra, nelle stanze del Governo indiano, per esigere la giusta fine di una questione giuridico-diplomatica trasformatasi, ormai, in una incredibile farsa.


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