Dopo Report, tra querele e ritornelli urbanistici

Scende in campo anche Daniel Modigliani il direttore del Nuovo Piano Regolatore di Roma
di Aldo Pirone - 20 Giugno 2008

Dopo la querela di Morassut contro ‘’Report’’ per la trasmissione sull’urbanistica romana di questi anni è sceso in campo anche il direttore del Piano Daniel Modigliani insigne urbanista che si è sentito colpito nella sua professionalità dall’incursione di Milena Gabanelli. In un lungo articolo su l’Unità ci ha tenuto a mettere in evidenza la grande mole di lavoro svolta da oltre 200 tecnici ‘’tra i migliori professionisti d’Italia… professori universitari, urbanisti, esperti in ingeneria dei trasporti, paesaggisti, storici dell’arte e storici dell’architettura, archeologi, biologi vegetali, zoologi, geologi, dottori in agraria, esperti nelle discipline informatiche, esperti in economia urbana, demografi, esperti in valutazioni economiche, esperti in valutazioni ambientali, esperti giuristi’’.

Contro sì tanto gotha di scienza e sapienza hanno osato levarsi le ‘’piccole ambizioni personali di alcuni giornalisti (Gabanelli e Mondani n.d.r.) apologhi del ‘purchè sia scoop’ nutriti da un minuscolo gruppetto di vecchi oppositori del piano (Vezio De Lucia, Paolo Berdini n.d.r.) che hanno accumulato un astio sempre crescente, protetto da corazze di ideologie ormai corrose’’.

Ora nessuno mette in dubbio la professionalità dei tecnici che hanno per tanti anni lavorato con dedizione alla stesura del Piano. Regolarmente retribuiti pensiamo. Ma ‘’Report’’ non ha parlato solo del Nuovo piano regolatore, cioè del futuro disegno della città, ha parlato delle concrete politiche urbanistiche di questi anni portate avanti a colpi di ‘’Accordi di programma’’ che quel piano hanno già abbondantemente scardinato. Con concretissime conseguenze già in atto in molti quadranti della città testimoniate da cittadini e comitati che hanno partecipato speranzosi alle discussioni e che non hanno apprezzato le bugie, le promesse non mantenute, le furbizie e, infine, l’arroganza di chi si sentiva inamovibile. Gli apologeti delle suddette politiche urbanistiche ripropongono il ritornello dei numeri: 87.000 ha (ettaro) di verde protetto, il taglio di 60.000.000 di mc di costruzioni, i 597 km complessivi di ‘’cura del ferro’’ incardinati su 4 linee di metropolitana e 3 passanti ferroviari, le 18 ‘’centralità’’ urbane metropolitane, nuovi ‘’magneti’’ di sviluppo policentrico dispensatore di funzioni di qualità nelle periferie degradate e senza funzioni. E altro ancora. I cittadini di Bufalotta, Ponte di Nona, Acilia-Madonnetta, Cinecittà, EUR-Castellaccio ecc. invece hanno continuato in questi anni a vedere nei loro quartieri periferici, collocati dentro o intorno alle ‘’centralità’’, espansioni cementizie guidate dagli ipercentri commerciali, parchi e servizi che non arrivavano, infrastrutture di mobilità che non tenevano il passo dei metri cubi.

Da una parte ci sono ex amministratori e tecnici che continuano a magnificare i risultati numerici non veri del Piano regolatore dall’altra decine di migliaia di persone che vedono, sentono e toccano un’espansione insostenibile che peggiora la qualità della vita quotidiana. E’ un po’ come la storiella di quel pugile che salito sul ring viene sonoramente malmenato dal suo avversario al primo round e così di seguito nei cinque round successivi. Ogni volta che al gong torna nell’angolo, sempre più pesto e sanguinante, sente dirsi dal suo ‘’secondo’’: ‘’Bravo! Continua così, stai andando alla grande; quello non t’ha nemmeno visto, neanche sfiorato’’. Alla settima ripresa con il viso pieno di sangue, completamente tumefatto, e sentendosi ripetere il solito ritornello dice con un residuo filo di voce al suo ineffabile allenatore: ‘’E allora per favore tieni d’occhio l’arbitro’’.

Noi invece sappiamo chi sono quelli che ci malmenano col cemento e la speculazione. Sono ‘’I Re di Roma’’: i Ligresti, i Caltagirone, i Toti, i Bonifaci, i Pulcinelli, gli Scarpellini e compagnia edificando. Ci malmenano perché, nel nostro caso, sul ring del territorio urbano è venuto a mancare proprio l’arbitro, cioè l’amministrazione comunale pubblica, che non è stato in grado di bloccare e sanzionare i colpi bassi, le testate all’arcata sopracciliare, le ginocchiate al basso ventre durante il corpo a corpo con l’interesse pubblico generale.

28 ipercentri commerciali, 70 milioni di mc. ancora da costruire, 18 centralità che rischiano di diventare nuovi contenitori di case e centri commerciali – ce ne sono altri 14 in programmazione come ci ha informato ‘’il Sole 24 ore’’ – cioè il contrario della riqualificazione urbana; e poi altri 15 mila ha sottratti all’agro romano, sono la realtà inquietante che si sta materializzando agli occhi dei cittadini.

E poi le prese in giro che fanno indignare di più. Come la cosiddetta ‘’città dei bambini’’ all’ex Fiera di Roma. Un area di 7,6 ha dove sullo 0,6, un po’ più delle metà di un campo di calcio, si metterà la ‘’città’’ dei bambini e su 7 ha 300.000 mc. di case e strutture commerciali. Una densificazione edificatoria di 43.000 mc./ha lungo l’asse viario della Cristoforo Colombo. E la chiamano ‘’città dei bambini’’. ‘’Ma mi faccia il piacere’’ direbbe il grande Totò.


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