Dossier su Metro C trasmesso alla Corte dei Conti. Le dichiarazioni del presidente del Consorzio Metro C

di R. V. - 8 Luglio 2015

Un dossier di 44 pagine, tanto consta la delibera 51 del 24 giugno 2015 del Consiglio Nazionale Anticorruzione, presieduto da Raffaele Cantone, e trasmessa alla Corte dei Conti in cui è passato al setaccio il progetto della Metro C sottolineandone tutte le irrazionalità, che hanno fatto sì che i cantieri si protraessero all’infinito facendo lievitare i costi a dismisura, tanto da metterne in dubbio il futuro stesso.

IMetroCMarino-Delriol dossier mette in evidenza come la linea C sia diventato uno dei lavori pubblici più costosi della storia italiana, arrivato a 3 miliardi e 739 milioni con un aumento di quasi 700 milioni rispetto al progetto originale. E proprio il progetto originale – quello che avrebbe dovuto portare a concludere la tratta il 21 giugno 2015, mentre a oggi è in funzione solo la tratta fino a piazza Lodi – è messo sotto accusa per la carenza con cui sono stati fatti i rilievi archeologici, e per la fretta con cui sono stati assegnati gli appalti nonostante la mancanza di certezze.

Nel dossier si arriva perfino a esprimere perplessità sulla stessa continuità dell’appalto aggiudicato nel 2006 a un raggruppamento composto da Astaldi, Vianini lavori gruppo Caltagirone, il consorzio Cooperative costruzioni e l’Ansaldo Finmeccanica. Si capisce chiaramente dal richiamo ai «soggetti coinvolti ad assumere ponderate decisioni circa il prosieguo dell’opera, atteso che per la tratta T2 allo stato di fatto sono ancora concretamente da valutare tempi e costi di esecuzione nonché la stessa possibilità di realizzazione»

Il dossier dellAutorità Anticorruzione (Anac) pubblicato il 3 luglio.

Cantiere metro C piazzale delle GardenieSui costi della metro C è intervenuto l’8 lugllio il presidente del Consorzio Metro C, Franco Cristini, a margine dell’assemblea Abi: “Il costo della metro C – ha dichiarato – non è alto, è di circa 138 milioni al chilometro, meno della Metro di Parigi che costa 200 milioni al chilometro, meno della media europea che è tra 1 180 ed i 200 milioni al chilometro. Il costo complessivo dell’opera è di poco inferiore ai 3 miliardi (2,97) di conto economico complessivo, iva compresa. L’investimento iniziale previsto era di circa 2,2 miliardi, aumentati di circa un terzo fino ad arrivare agli attuali 2,97, di cui 310 milioni per le varianti ritenute necessarie dal Committente e 230 milioni per i costi derivati dalla maggiore durata dei lavori in seguito alle varianti. In 8 anni di lavori -afferma inoltre- abbiamo realizzato 18 chilometri, 21 stazioni ed un deposito”.

E per quanto riguarda la relazione dell’Anac inviata alla Corte dei Conti Cristini la definisce “lucida ed attenta, ora si tratta di individuare le reali responsabilità”.

E continua: “faccio un esempio: la relazione ci attribuisce delle presunte responsabilità per quanto riguarda la fermata di San Giovanni; ma il progetto di quella stazione faceva parte del progetto esecutivo realizzato dalla pubblica amministrazione e  messo a bando di gara  per la sola costruzione”.

La questione è “che così non ci sono assolutamente le condizioni per andare avanti; per questo diciamo che siamo disponibili a sederci intorno ad un tavolo e stabilire come concludere il contratto: noi siamo costruttori”, aggiunge il  presidente del consorzio composto da AStaldi, Vianini Lavori, Ansaldo Sts, Cmb, CCC, che annuncia anche l’intenzione  di citare in giudizio alla magistratura ordinare il Committente per inadempienze gravi. “E’ paradossale ma nessuno  ancora oggi sa come debba proseguire esattamente l’opera. Dopo la fermata  del Colosseo gli input mancano:  avevamo progettato inizialmente la stazione di Piazza Venezia (nel 2013) come stazione finale; poi l’abbiamo riprogettata un anno dopo come passante. Per questo – conclude – siamo disponibili a sciogliere questo contratto”.


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  1. Volesse il Cielo che il Comune sciogliesse questo folle contratto!!

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