

Dai "pizzini" digitali della Romanina al finto tronco-caveau pieno di eroina all'Ardeatino. Sequestrato oltre un chilo e mezzo di sostanze
Non più le classiche e riconoscibili piazze di spaccio presidiate dalle vedette, ma una flotta invisibile di insospettabili “rider” della droga che si muovono a bordo di auto a noleggio, gestendo gli ordini tramite app di messaggistica criptata e agende digitali.
È il nuovo volto del drug delivery romano, l’e-commerce dello sballo stroncato nelle ultime ore da una maxi-operazione a raggiera della Polizia di Stato.
Il bilancio del blitz è imponente: 14 arresti in flagranza, tre assuntori segnalati alla Prefettura e oltre un chilo e mezzo di droga tolto dal mercato tra cocaina pura, crack, hashish, marijuana ed eroina, insieme a migliaia di euro in contanti.
Il filo conduttore delle indagini, coordinate dalla Procura di Roma, svela come i clan abbiano ormai delocalizzato la vendita, puntando sulla consegna a domicilio e su nascondigli sempre più sofisticati, ricavati nei posti più impensabili della Capitale.
La parte più consistente dell’operazione ha preso di mira i corrieri espressi della polvere bianca. Alla Romanina, gli agenti del locale commissariato hanno intercettato e arrestato, in due diverse operazioni, una donna e un ragazzo: i due utilizzavano vetture prese a nolo per confondersi nel traffico cittadino.
Al momento del fermo, scattato subito dopo una consegna, i poliziotti hanno sequestrato dosi già pronte e un block-notes cartaceo dove erano annotati nomi, indirizzi e tariffe dei clienti.
Lo stesso identico copione è andato in scena sul litorale, dove il personale del Commissariato di Fiumicino ha fatto scattare le manette ai polsi di una giovane automobilista che nascondeva i panetti di cocaina e crack sotto i sedili e nell’appartamento.
E ancora a Val Melaina, dove le Volanti e il distretto Fidene-Serpentara hanno scoperto dosi di cocaina infilate dentro un pacchetto di sigarette nel cruscotto, mentre all’Eur e nei pressi dei Musei Vaticani i poliziotti si sono finti passanti per interrompere due scambi di stupefacenti concordati “su appuntamento” telefonico.
Oltre ai corrieri itineranti, la Polizia ha scoperto i magazzini di stoccaggio dei rifornimenti:
Il bosco dell’eroina: All’Ardeatino, gli investigatori del commissariato Porta Pia hanno scovato un vero e proprio caveau ipogeo. Sotto un finto tronco d’albero apparentemente abbandonato nel verde, i trafficanti avevano sotterrato grossi barattoli di vetro contenenti etti di eroina pura.
La macchina-cassaforte: A Fidene, un controllo stradale ha permesso di smontare il cruscotto di un’utilitaria, all’interno del quale erano stipati 160 grammi di cocaina. Nella casa dell’autista sono stati poi trovati bilancini, sostanze da taglio e i fogli della contabilità interna del gruppo.
Il cuore logistico della rete è stato però individuato alla Magliana. Grazie alla chiamata al 112 di un cittadino insospettito dai movimenti vicino a un condominio, le Volanti hanno fatto irruzione in un appartamento trasformato in una centrale operativa in house. All’interno i poliziotti hanno blindato due uomini e sequestrato 750 grammi di cocaina ed hashish.
Sul tavolo della cucina, i trafficanti gestivano un vero e proprio call-center della droga: 22 telefoni cellulari diversi, ognuno dedicato a una specifica zona o a un pacchetto di clienti, che squillavano senza sosta per ricevere le ordinazioni.
A chiudere il cerchio sono stati altri due arresti eseguiti durante i pattugliamenti di routine della movida (tra cui il controllo su un’auto incidentata trovata piena di crack).
Tutti i 14 arresti operati dai vari distretti sono già stati convalidati dall’autorità giudiziaria di piazzale Clodio, mentre la droga sequestrata verrà analizzata nei laboratori della Scientifica per stabilire il numero di dosi equivalenti che avrebbero invaso i quartieri di Roma.
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