

Vedette agli angoli delle strade, centrali logistiche nascoste tra palazzi anonimi. Un vero e proprio ecosistema criminale
Dentro e fuori il GRA della Capitale tra i margini dimenticati della città. Ci sono zone che non compaiono sulle guide turistiche, ma dove si muove una fetta importante del narcotraffico che attraversa Roma.
Un’alleanza criminale che lega le strade di Albuccione con i cortili di Zagarolo, i vicoli di Valle Martella fino alle piazze di Spinaceto.
È qui che si rifornisce e si distribuisce una fetta importante della droga che arriva da Roma est.
E i protagonisti non sono fantasmi, ma volti e soprannomi noti agli inquirenti: “Bestia”, “Micio”, “Guerra”, “Janco”. Ogni nome una storia, ogni soprannome una zona sotto controllo.
Questo spaccio non ha bisogno di clamore. Funziona come un orologio: vedette agli angoli delle strade, pusher in scooter, centrali logistiche nascoste tra palazzi anonimi.
Un ecosistema criminale che cresce in silenzio, protetto dall’ombra dell’indifferenza e alimentato da una domanda costante.
Dietro ogni dose venduta c’è un sistema che macina denaro, rafforza legami, impone regole. E mentre gli investigatori cercano di ricostruire la rete, i boss continuano a muovere le pedine in questo gioco pericoloso.
Le varie zone dello spaccio, ci sono, crescono, vivono. Ai confini e all’ interno della Capitale, ma sempre più al centro dei suoi problemi.
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