Due pesi e due misure

L'Alveare e Sportello antiviolenza: sfratto del municipio Roma 5 al primo, proroga al secondo
Alessandro Moriconi - 15 Maggio 2019

Il 14 maggio 2019 il consigliere comunale Francesco Figliomeni ha presentato  una interrogazione (Prot.: RQVB/8855) al Sindaco e agli assessori competenti per sapere “Quali sono state le motivazioni per cui la giunta del Municipio Roma V, pur apprezzando le attività condotte dalle due associazioni, da una parte concede una proroga per il locale, rientrante nella disponibilità comunale e dato in concessione all’associazione D.A.L.I.A. senza bando, e dall’altra invece ha ritenuto di sfrattare, senza se e senza ma, l’esperienza positiva dell’Alveare, in via Fonte Chiari 35, che ormai da anni era frequentato da decine di mamme lavoratrici e bambini”.

Figliomeni vuole anche sapere “Se in assenza della concessione, e della relativa esecuzione di una gara a evidenza pubblica, sia da ritenersi legittima la procedura di proroga concernente l’utilizzo dell’immobile da parte dell’associazione D.A.L.I.A.”.

Il coworking L’Alveare

L'alveare, lo spazio bimbi

L’Alveare, lo spazio bimbi

I locali di via Fontechiari 35, rimasti a lungo abbandonati e con ripetuti tentativi di occupazione abusiva, dal 25 settembre 2014, grazie al progetto dell’Alveare – un coworking con spazio baby, sostenuto dalla precedente maggioranza – era diventato un valido punto di riferimento per le famiglie, frequentato da decine di mamme lavoratrici con bambini al seguito.

L’Alveare il giorno dello sfratto

Per un difetto nella concessione, avvenuta allora senza relativo Bando, l’attuale amministrazione del V Municipio non ha voluto trovare nessuna soluzione che permettesse di non interrompere questo servizio, ritenuto ottimo e molto apprezzato, e a fine marzo 2019 ha mandato i suoi funzionari (nessun politico della maggioranza presente) ad eseguire lo sfratto (nella foto).

L’Alveare chiedeva “solo“ di poter continuare un Progetto condiviso con l’Istituzione Comunale durante la Giunta Marino fino ad aggiudicazione di un Bando ad hoc, che avrebbe consentito così la continuità del Servizio.
Un nuovo Bando di cui ad oggi non sembrerebbe esserci traccia.

Lo sportello antiviolenza di D.A.L.I.A.

Nel 2014 un appartamento in via del Pigneto, viene concesso dal Campidoglio all’associazione D.A.L.I.A. per due anni per realizzarvi uno sportello antiviolenza, concessione poi prorogata dalla giunta Boccuzzi nel 2016 “… fino all’espletamento“ del Bando.

Dello sportello antiviolenza si era parlato anche l’11 marzo in Commissione Politiche Sociali nell’intervento della Consigliera Maura Lostia in cui chiedeva  se nell’appartamento in via del Pigneto ci fosse ancora l’associazione Dalia, in proroga da oltre due anni e che nel 2016 avrebbe dovuto presentare delle documentazioni relative al progetto.

Nel caso di via del Pigneto la Giunta Boccuzzi ha adottando il “giusto” criterio di non interrompere un progetto e un servizio utile.

Ora ci chiediamo perché non si sia adottato lo stesso criterio anche per i locali di via Fontechiari 35, alla cui inaugurazione erano presenti sia l’ex assessore Paolo Masini che lo stesso Boccuzzi, allora consigliere di opposizione e funzionario Unicredit sponsor del progetto l’Alveare, che oggi il Boccuzzi presidente ha sfrattato in nome della legalità e della trasparenza?


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