E se i Maya avessero profetizzato il vero? – Povera Elsa… – La “bella pensata” dell’onorevole Poli Bortone

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 22 Dicembre 2012

E se i Maya avessero profetizzato il vero? 

"Il mio Governo è finito oggi 21 dicembre 2012 – ha ironizzato Mario Monti – ma la colpa non è dei Maya".

E perché non potrebbe essere? La scrittura dei Maya, non troppo facile da interpretare, è una scrittura logosillabica. Nella quale, cioè, un segno corrisponde ad una sillaba. Potrebbe essere, allora, che gli interpreti i quali vi avevano letto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012 si siano confusi con i segni. Abbiano confuso il segno della sillaba "do" con il segno della sillaba "ti". I Maya, insomma, potrebbero avere predetto, per il 21 dicembre 2012, non la fine del mondo (segno-sillaba "do"), ma la fine del Monti (segno-sillaba "ti"). E dunque, evidentemente celiando, la fine del "premier" oggi dimissionario sarebbe stata già scritta oltre mille anni fa. Pur senza però menzionare, con alcun segno-sillaba, per mano o – per dirla con Monti – per colpa di chi.

Povera Elsa…

"Il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero – hanno riferito le cronache politiche – è stata ripresa dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, perché, per non ascoltare le accuse che le stava muovendo un deputato della "Lega Nord", si è clamorosamente coperta le orecchie con le mani".

Ma povera Elsa Fornero! Se quando ascolta piange, non va bene. Se si copre le orecchie per non ascoltare e non piangere, non va bene neppure. Che cosa dovrebbe fare allora? Andarsene – sostiene qualcuno – a casa. A piangere, magari, quando cucina con le cipolle. E va bene, un momento. E’, ormai, solo questione di giorni.

La "bella pensata" dell’onorevole Poli Bortone

"Candidiamo i due "marò" Salvatore Girone e Massimiliano La Torre – ha proposto l’onorevole Adriana Poli Bortone – così, una volta eletti, avrebbero il passaporto diplomatico e non potrebbero essere processati in India".

Potrebbe essere una soluzione, certo. Ma soluzioni simili, che pure potrebbero essere forse nobilitate dal machiavellico "fine che giustifica i mezzi", potrebbero sicuramente apparire come la solita furbata di un’Italia cialtrona e pataccara. Ben altro, invece, avrebbe potuto e dovuto fare l’Italia, non solo da oggi, se solo avesse fatto valere legittimamente e autorevolmente, nella vicenda dei due "marò", i suoi buoni diritti per giungere ad una soluzione seria e corretta anche in ossequio alle norme internazionali. Ma tutto questo non si è fatto e non si è nemmeno chiesto un fattivo operarsi della Comunità europea. L’onorevole Adriana Poli Bortone, la quale tutto questo sa molto bene, non può però uscirsene, ora, proponendo all’Italia di comportarsi come un pacchiano dottor Balanzone e non come, finalmente, una Nazione dignitosa e giustamente gelosa dei suoi sacrosanti diritti. Uno, in politica, può anche personalmente comportarsi – se proprio gli piace e non gli fa senso – come una maschera dell’italica commedia dell’arte. Sarebbe bene, però, che non consigliasse all’Italia di comportarsi al suo stesso modo.

 


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