

Presentato il dossier Mal'Aria 2006 del Circolo Città Futura di Legambiente
9 linee di trasporto pubblico, 277 vetture controllate; 14 tra fermate e capolinea nel territorio del Municipio Roma 6 (e non solo). Sono questi solo alcuni dei numeri che emergono dal Dossier Mal’Aria 2006, presentato il 12 febbraio dai volontari del Circolo Città Futura di Legambiente nell’ambito della conferenza stampa, sul tema della qualità del trasporto pubblico nel Municipio Roma 6, che si è tenuta presso la libreria Rinascita.
Tra i dati interessanti che emergono dal documento ci sono quelli sulla frequenza dei mezzi pubblici, analizzati per fasce orarie.
Buona è la frequenza della linea 105 con una media di un autobus ogni 4,43 minuti; lunghe attese, registrano invece le linee 19, 81 e 810, con una frequenza media, tra una vettura e l’altra che supera i 10 minuti. Nel caso del 19, in particolare, un quarto dei tram supera anche i 15 minuti di attesa. E per di più si presentano spesso molto affollati. Al contrario dell’81 e dell’810 che, nonostante le attese elevate, non risultano mai pieni e hanno spesso posti liberi.
In generale, dal monitoraggio, i mezzi più affollati risultano essere quelli che si spostano su ferro che, nel caso del 14 e del 5, assicurano una maggiore frequenza rispetto ai mezzi su gomma grazie alla loro capacità di evitare il traffico, per la presenza di corsie preferenziali protette.
Problema fondamentale del trasporto pubblico è il traffico in cui spesso gli autobus si trovano incastrati, soprattutto a causa delle doppie e triple file di auto parcheggiate che ne impediscono un passaggio fluido, come accade su viale della Serenissima, via dell’Acqua Bullicante e via Tor De Schiavi.
Sotto la lente del Circolo di Legambiente è anche lo stato di decoro esterno delle vetture in transito, delle quali un 59,6% di esse si presenta in buone condizioni. La percentuale si abbassa ulteriormente se vengono considerati alcuni “tranvetti” della Roma-Pantano. Il “Tranvetto” è molto utilizzato, ma è sempre affollato e le sue frequenze sono basse. Per questo motivo se ne auspica in futuro la trasformazione in una moderna tranvia. Al momento però il Circolo di Legambiente, consapevole dei numerosi passaggi amministrativi, progettuali e finanziari che dovrebbero essere attivati, propone un suo potenziamento attraverso l’aumento delle corse per garantire un servizio di qualità agli utenti.
“Il tema del trasporto collettivo rappresenta il cardine principale per il miglioramento della qualità della vita a Roma e soprattutto nei nostri quartieri” – dichiara Tiziana Coseglia, presidente del Circolo Città Futura – “Per questo abbiamo elaborato una serie di proposte per cercare di dare maggior funzionalità e qualità al trasporto pubblico locale, come riqualificare le fermate, spesso vere e proprie discariche; illuminare le pensiline e allestirle con mappe del trasporto pubblico, nonché con gli orari di partenza e frequenza delle corse, in modo da dare certezza all’utenza. Se vogliamo combattere seriamente l’effetto serra e i cambiamenti climatici in atto, dobbiamo incidere nella limitazione dell’uso dell’auto privata (che contribuisce per il 70% all’inquinamento urbano- fonte Apat 2007) e per far questo si deve offrire un servizio collettivo efficiente e di qualità”.
“Bisogna puntare all’aumento delle corsie preferenziali protette nel territorio, realizzandone tra le altre, una anche su via di Torpignattara per agevolare il passaggio del 409: questo intervento dimezzerà il traffico privato, lo smog e il rumore lungo questa strada” – conclude Amedeo Trolese, del Circolo Città Futura di Legambiente – “Importante sarà anche la realizzazione di una rete di piste ciclabili nel territorio, che permetteranno di alleggerire il traffico che ogni giorno soffoca i quartieri e di dare una seria alternativa all’auto nei brevi spostamenti. Inoltre chiediamo che l’Assessorato alla Mobilità apra un tavolo di lavoro sulla rete tranviaria di Roma per rilanciarne l’importanza, l’estensione e la qualità del servizio, perché il ferro e la bicicletta sono la mobilità sostenibile”.
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