Economia civile e ri-generazione

GiProietti - 8 Novembre 2020

Stamane ho seguito l’Assemblea Aipec, in silenzio e riflettendo sui messaggi che venivano mandati dalla bravissima Di Piazza, dai vari Soci e dalla Segreteria (scusate: perché si approvano Consuntivo 2019 e Preventivo 2020 a novembre 2020?)

A differenza di altri convegni non ho preso la parola, perché gli argomenti affrontati non mi aiutavano a vivere meglio la mia esperienza di ri-generazione terra terra nelle mie periferie romane e nei paesini laziali che frequento.

Apprezzo molto l’impegno, la correttezza, lo stile dei Soci intervenuti, rispetto l’attesa dell’intervento del famoso professore (peraltro mio stimatissimo amico), ma quando vedo le teste dei miei giovani collaboratori davanti a me oscillare per esternare un sonoro: “Non ci siamo”, io cosa rispondo?

Laboratorio Analisi Lepetit

I venticinquenni che stanno con me seguendo la diretta dicono che “voi” (cioè io, l’Aipec, l’Economia Civile, le giornate di Bertinoro, la Scuola di Economia, i giornalisti dell’Avvenire, i Convegnisti..) “appartenete a quel mondo lassù, accademico, intellettuale, vicino alle Alte Camere di Regia, autoreferenziale e con gerarchie ben precise, che non si rende conto che così come dite voi il messaggio non arriva, il nostro Bene Comune non lo raggiungiamo, il cambiamento di paradigma non lo realizziamo. E sapete perché: siete lontani dalla nostra realtà, dalle raccomandazioni e dai ricatti che ci circondano e ci arrivano anche dentro casa, dalla corruzione dei posti pubblici che dobbiamo frequentare, dalla burocrazia ignorante e collaborazionista, dal meccanismo perverso di selezione dei politici, anche locali, che schiaccia i pochi Sindaci e Assessori che sono dei nostri, che combattono per l’onestà e la serietà….”

Ascoltando queste rimostranze, da una parte ho capito che dovevo personalmente ricominciare da capo (meno convegni, meno contatti con le università e con gli intellettuali e più “mani sporche di terra”), dall’altra mi sono sentito contento perché Carlo, Francesca, Isabella, Luigi, Sebastiano, Ennio….etc etc hanno incarnato la rabbia sana che li porterà a scendere in campo in politica, a costituire una coop di comunione, a mandare avanti un centro sociale per consulenza gratuita a tutti, a partecipare molto criticamente ai pochissimi dibattiti politici pubblici..e così via.

E tutto questo lo faranno, non seguendo i “miei” convegni, ma guardando verso i Sindaci pugliesi, calabresi, irpini e anche laziali, che con il loro amore “terra terra” riescono a coinvolgere tutti, giorno per giorno, nella ri-generazione delle nostre esistenze e che hanno imparato a conoscere personalmente.
Mi hanno detto che non vogliono più sentire conferenze, né in diretta né in replay.
Stranamente non mi sono sentito offeso e vi ho scritto questo post.

Buona domenica

 

GiProietti


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