

Boom di accessi per le stazioni-museo: il 50% degli utenti è composto da abbonati locali. Picchi record durante le festività natalizie e nei weekend di gennaio
I numeri non lasciano spazio a dubbi: le nuove stazioni della Metro C sono il fenomeno del momento nella Capitale. In soli 30 giorni, sono state 427.748 le validazioni registrate ai tornelli di ingresso.
Un dato che, se raddoppiato considerando i flussi in uscita (non tracciati dai tornelli) e i visitatori che si limitano ad ammirare i reperti archeologici senza prendere il treno, supera ampiamente il milione di presenze complessive.
Il dato più sorprendente riguarda la tipologia di utenza. Circa il 50% dei passeggeri è rappresentato da abbonati, segno evidente che i residenti di Roma e del Lazio stanno utilizzando la Linea C non solo per lavoro, ma come mezzo per riscoprire il centro storico.
Il fenomeno è evidente nei weekend: gli accessi del sabato e della domenica raddoppiano rispetto ai giorni feriali, confermando che le stazioni sono percepite come veri e propri beni archeologici esposti e luoghi di interesse culturale.
La stazione Fori Imperiali/Colosseo ha fatto la parte del leone con 363.851 ingressi. Il picco assoluto è stato toccato domenica 28 dicembre, con oltre 22.500 validazioni in un solo giorno.
Anche il 1° gennaio e le prime domeniche di gennaio hanno registrato numeri da stadio, oscillando tra i 13 e i 17 mila ingressi giornalieri.
Porta Metronia, pur con volumi più contenuti (circa 64.000 accessi), mostra una fedeltà altissima da parte dei locali: ben 37.138 validazioni appartengono ad abbonati, a dimostrazione di quanto la stazione sia diventata un nodo fondamentale per chi vive e si sposta nel quadrante San Giovanni/Appio Latino.
Oltre ai passeggeri paganti, Atac sottolinea l’afflusso costante di turisti e cittadini che accedono alle aree atrio delle stazioni.
Grazie all’allestimento dei reperti rinvenuti durante gli scavi (dalla caserma romana di Porta Metronia ai resti dei Fori), le fermate funzionano come musei sotterranei gratuiti, integrandosi perfettamente nel percorso archeologico del centro monumentale.
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Trasformare delle anonime stazioni metropolitane in aree museali, e’ una idea semplicemente fantastica, che coniuga non solo la possibilità di spostarci in città senza inquinamento alcuno, ma anche di poter godere la visione di reperti archeologici fantastici ed unici al mondo.
Magari se non ci piovesse dentro e se le scale mobili funzionassero… Ps ricordiamoci anche della metro b e soprattutto della B1, con tempi di frequenza infiniti.