Efficienza pubblica e dignità

GiProietti - 13 Marzo 2021
Vorrei parlare a tutti gli amici, che mi fanno l’onore di chiamarmi, di volere il mio parere su tanti argomenti di attività professionsle da me approfonditi in passato con loro.
Le azioni degli Enti pubblici, economici o non, devono essere inspirate dagli interessi pubblici, coerenti con le Direttive del Governo e del Parlamento e orientate alla massima trasparenza e rendicontazione del loro operato. Tutto ovvio.
La recente vicenda del New Generation Eu, che ha richiamato gli Stati UE ad una visione integrale e coerente delle strategie piu’ resilienti in questo periodo di profonda crisi, ha spinto tutti i politici e i top manager, sia pubblici che privati, a riapprofondire concetti ultranoti, ma un po’ dimenticati, e già sperimentati nel secolo scorso, collocandoli dentro processi decisionali e gestionali molto più idonei per pilotare la maggiore complessità e conoscenza dei tempi moderni.
Ideazione nell’ambito delle strategie generali, progettazione, pianificazione, organizzazione con assegnazione delle risorse e delle responsabilità, attuazione con controllo dell’efficacia e dell’efficienza, consuntivazione delle risorse impiegate e degli eventuali scostamenti, aggiornamento dei piani e delle organizzazioni, riattuazione e così via: sono queste le fasi generali in cui si articola qualsiasi macroazione di qualsiasi Ente, pubblico o privato.
I colloqui e le mini conferenze, che continuo a fare coi miei vecchi amici o con bravissimi manager più giovani, mi lasciano basito e mi costringono a riflettere, per cercare di capire le tante loro perplessità all’interno del loro entusiasmo incrollabile.
La questione principale è : perché per gli addetti non si riesce più a capire il filo logico delle azioni generali?
Perché qualunque funzione organizzativa (centro di responsabilità o di costo), diretta progettuale o di “nobile” supporto, non dispone di informazioni generali sulla organizzazione ed efficacia globale e di dettaglio sul proprio contributo particolare nel raggiungimento dei “goals” assegnati a tutti e a ciascuno?
Perché la reportistica ufficiale (piani e bilanci consuntivi e preventivi, relazioni di attività, progettuali e gestionali, utilizzo del personale e efficienza dei singoli dipendenti a ogni livello) sono di fatto illeggibili, scritti in modo burocratico e pieni di riferimenti normativi complicati e privi di significato anche per i Consiglieri di Amministrazione, senza indici di efficacia chiari e interpretabili, unita’ di misura predefiniti, considerazioni sintetiche finali, relative anche a confronti generali e per funzione, incontrovertibili e utili per fare azioni correttive e per reimpostare ogni azione futura?
Adesso ho il tempo di leggere questi documenti, con particolare riferimento alle Societa’ o Enti pubblici.
I format delle società di consulenza (scrivono tutto loro) sono noti e molto simili, il loro contenuto-essendo scritti da estranei al management aziendale- sono piatti, allungati e insignificanti (magari a confronto con gli stringati, ma zeppi di numeri e dati, documenti di Enti analoghi mondiali, appaiono di un altro mondo scientifico).
Però siamo bravi, alla voce “Amministrazione trasparente”, nel pubblicare curricula di Dirigenti e Amministratori di 40 pagine zeppe di date e voti, e a far sapere a tutti il ‘tasso di assenze’ per ferie, malattie o permessi vari….
Ma andiamo!
Faccio qualche domanda:
1.Esiste più una pianificazione strategica, a medio termine, annuale e operativa negli Enti Italiani?
2.Si formulano, sulla base dei piani, Bilanci di previsione di pari durata, sia finanziari che di risorse umane?
3.Si fa controllo operativo, controllo generale e controllo di gestione?
4.Si fa con tutti gli operatori un rendiconto delle azioni con un controllo delle interfacce?
5. Si fa una verifica puntuale di coerenza, di legittimità, di efficacia ed efficienza dell’esercizio delle deleghe assegnate a ciascun dirigente o responsabile?
5.Quanti confondono i concetti generali di connessione tra Funzioni dirette e indirette, quanti separano l’Amministrazione dal processo di Pianificazione? Etc etc
Cari amici ex colleghi, che mi chiamate, cari manager volenterosi e schiacciati dai troppi incompetenti mal selezionati (eufemismo) che vi frustano, tenete duro, continuate a studiare e dimostrate sempre (non è difficile) che ci capite più di “loro”. Continuate a guardare i tanti esempi positivi che vengono da UE, UK, USA, Giappone, etc e dai pochi esempi nostrani (Banca d’Italia, Società Innovative, cioè quelle che non assumono raccomandati). Credete nel vostro cervello e nel vostro cuore, tentando di salvaguardare il vostro fegato.
Io credo in voi da 45 anni e dopo quasi mezzo secolo ancora mi riempite il quadro di dignità che ogni giorno cerco di dipingere.

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