Emergenza arsenico nel Lazio

La commissione Ambiente del Consiglio regionale esamina la presenza di arsenico nelle acque potabili di alcuni comuni del Lazio
di Patrizia Miracco - 15 Dicembre 2010

Il 14 dicembre la commissione Ambiente del Consiglio regionale ha riesaminato il caso della presenza di arsenico nelle acque potabili di alcuni comuni del Lazio in misura superiore ai limiti comunitari.
“Ho ritenuto necessario convocare con urgenza questa audizione – spiega in una nota il presidente Roberto Carlino (Udc) – perché siamo di fronte ad un problema che colpisce la quotidianità dei cittadini della nostra regione”.
“In attesa del decreto del Ministero della Salute che darà le direttive sull’argomento – prosegue Carlino – l’assessore all’Ambiente Mattei ci ha informato che si stanno comunque prendendo urgenti provvedimenti: entro l’anno i Comuni della Provincia di Latina riusciranno a ridurre le concentrazioni di arsenico a 20 microgrammi per litro per rientrare entro pochi mesi in quello dei 10; la provincia di Viterbo, invece, che ha quasi 60 comuni con una situazione infrastrutturale acquedottistica più critica, completerà l’adeguamento entro il marzo 2012, quindi ampiamente entro il termine ultimo imposto dalla Comunità Europea del 31 dicembre 2012”.

L’assessore all’Ambiente Marco Mattei ha già impegnato 10 milioni di euro nel 2010 ed attivato da sei mesi un tavolo tecnico, e ora ha richiesto una deroga provvisoria a 20 microgrammi/litro per il Lazio fino al dicembre 2012, come già concesso dalla Commissione europea ad altri comuni italiani.
L’obiettivo è portare quante più situazioni oggi “fuori limite” entro i 10 microgrammi, mentre per quelle che presentano criticità maggiori un piano di interventi immediato a carattere di protezione civile.

Presenti alla seduta della commissione Ambiente del Consiglio regionale le Asl Rm H, Rm F, Latina, Viterbo, che hanno fornito il quadro della situazione degli 86 comuni coinvolti e le iniziative di informazione attivate. I rappresentanti dell’Associazione italiana medici per l’ambiente, presenti anche loro alla seduta del 14 dicembre, hanno chiesto, con un decalogo, l’attivazione di divieti e la fornitura immediata di acqua dearsenificata (anche col ricorso ad impianti mobili).

Nel corso dell’audizione il consigliere Ivano Peduzzi (FdS) ha rimarcato la necessità di interventi strutturali contro il degrado dei territori attraverso iniziative a carattere sistematico. E di fronte ad eventuali lentezze nel mettere in campo una risposta pianificata Peduzzi ha annunciato di ricorrere a tutti gli strumenti in possesso dell’opposizione. Attenzione che Andrea Bernaudo (Lista Polverini) ha dichiarato esser già evidente dalla sollecitudine del presidente Carlino nel convocare l’audizione e in quella dell’assessore Mattei nell’affrontare pragmaticamente un problema che “non si può certo imputare a questa Giunta”.

Ai quesiti del consigliere Lidia Nobili (Pdl) sulle origini del fenomeno, i tecnici presenti hanno risposto illustrando tanto le ipotesi di origine naturale, quanto quelle legate all’intervento umano (tra cui l’uso di combustibili fossili e l’uso di prodotti chimici in agricoltura).
Hanno partecipato all’audizione Mario Di Carlo (Pd), Francesco Storace (La Destra), Francesco Pasquali (Fli) e Rodolfo Gigli (Udc).

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti