Emergenza campi nomadi

Belviso: "in merito alla riorganizzazione dei campi non è stata presa alcuna decisione definitiva"
Enzo Luciani - 19 Giugno 2009

Gabriella Sisti Responsabile del Dipartimento delle Politiche sanitarie dell’UDC della Provincia di Roma punta l’accento sui campi nomadi “La Barbuta” e “Casilino 900” all’interno del quale si vive in una vera e propria emergenza rifiuti e puntualmente si levano colonne di fumo acre e maleodorante derivante dalla combustione di materiali tossici.
"Stiamo ricevendo, afferma Gabriella Sisti, numerose proteste dai residenti di Ciampino e di Torre Spaccata che, nelle giornate del 13 e 14 sono stati sommersi da colonne di fumo derivanti dalla combustione di materiali plastici e ferrosi e non solo lamentano di non poter neanche più stendere i panni per il cattivo odore dei fumi ma sono seriamente preoccupati per la loro salute che potrebbe essere compromessa dall’inalazione di fumi definiti dal Prof. Aiuti, cancerogeni perché ad alto contenuto di diossina.
Inoltre, le condizioni disumane in cui vivono i nomadi della Barbuta e del Casilino 900 , tra sporcizia, topi e carcasse di veicoli, richiedono immediati interventi sanitari di controllo delle loro condizioni mediche , valutando eventuali sintomi riconducibili alla TBC, visto il proliferarsi di casi negli ultimi mesi, quali la febbre, tosse insistente e dimagrimento improvviso.
Il mio Dipartimento, afferma Gabriella Sisti, chiede alla Regione di autorizzare al più presto le operazioni di screening prima che la tubercolosi si diffonda ulteriormente e una vigilanza più accentrata nonché la chiusura dei campi non autorizzati a tutela degli stessi nomadi e di tutta la cittadinanza il cui spirito di solidarietà ed accoglienza non può essere ricompensato con un contagio.
Nel frattempo, “in merito al progetto di riorganizzazione dei campi nomadi – fa sapere l’assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso – non è stata presa alcuna decisione definitiva. Qualunque notizia relativa al piano nomadi è prematura e rischia di creare allarmismi. Sono dunque necessarie da parte di ciascuno la massima responsabilità e spirito istituzionale. Al momento sono quattro le aree portate all’attenzione del Ministro degli Interni da parte del Prefetto in qualità di Commissario straordinario. Nel momento in cui sarà presa la decisione finale, i Municipi interessati saranno immediatamente coinvolti”.
 


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