Emergenza neve: indagato Profeta, responsabile della protezione civile

Dopo una denuncia del sindacato di base Usb, la procura di Roma apre un’indagine: il sale usato nelle strade romane risulta nocivo
di Concetta Di Lunardo - 2 Novembre 2012

Salati i costi dell’emergenza neve per i cittadini della capitale: oltre al salasso di 5 milioni di euro, contenuti nel maxiemendamento della manovra di bilancio del Comune di Roma, da appositi test, il sale usato nelle strade romane è risultato nocivo per la salute. Indagato, insieme ai suoi collaboratori, Tommaso Profeta, responsabile della protezione civile sulla base di accertamenti affidati al pubblico ministero Pietro Pollidori.

Secondo una consulenza sarebbe stato il "cloruro di calcio disidrato", sparso su strade e marciapiedi a provocare l’insorgere di eritemi della pelle e in qualche caso l’erosione dei guanti del personale addetto allo spargimento.

L’indagine partita da una denuncia del sindacato di base Usb, ha messo in allerta l’esecutivo provinciale e aperto una riflessione su salute e norme di sicurezza: "un’emergenza non può mettere a repentaglio la salute di cittadini e lavoratori – dichiara Maria Teresa Pascucci- ma a febbraio durante i giorni della maxi-nevicata romana, una decina di lavoratori di Ama, ha avuto problemi di salute dopo essere entrati in contato con quel sale". Quel tipo di sale – spiega ancora il sindacato- va utilizzato solo in grandi spazi e sparso con dei mezzi meccanici appositi. Invece è stato fatto il contrario: è stato sparso in spazi piccoli e circoscritti come davanti alle scuole, alle fermate metro e persino anche all’ospedale Bambin Gesù. Non solo, il tutto senza l’ausilio di mezzi meccanici. Con le mani e solo in una seconda fase con le pale. 


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