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Emergenza pini. La Regione forse li vuole salvare. Si spera non sia tardi

Nota congiunta di Piergiorgio Benvenuti e Giuliana Salce di Ecoitaliasolidale

Dalla Regione Lazio, in questi giorni, a seguito di una riunione della commissione ambiente  si apprende che vi è la volontà di agire con urgenza, valutando protocolli e task force contro la cocciniglia, per salvaguardare il patrimonio arboreo romano e laziale.

Di fatto, come abbiamo da tempo sostenuto, sono stati persi  anni importanti per combattere la presenza  della “cocciniglia tartarugata”, nome scientifico Toumeyella parvicornis, sugli alberi più caratteristici della Capitale, il Pinus pinea, il pino comune. Rispetto al 2018 quando a Roma vi erano solamente alcune tracce della cocciniglia ora è diffusa in tutte le alberature della città proprio a causa della mancanza di adeguati trattamenti fitoterapici, un fenomeno che sta mettendo  a rischio l’intero patrimonio forestale cittadino.

È quanto dichiarano in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale e la campionessa del mondo di marcia, Giuliana Salce che è responsabile dello stesso movimento ambientalista per il Lazio.

Da una limitata presenza della cocciniglia tra Mostacciano e la Laurentina nel 2018 si è passati ad una larga diffusione nell’intera città, diventando una vera e propria emergenza con l’80% dei pini colpiti.

Sarebbe stato opportuno – ricordano Benvenuti  e Salce –  anzi indispensabile, la tempestiva emanazione delle linee guida  dal Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, come gli interventi immediati da parte dell’amministrazione capitolina allora guidata dalla Sindaca Raggi che invece è rimasta inerte rispetto a tale diffusione, senza mettere in campo adeguati contrasti, “trattamenti endoterapici” che avrebbero potuto arginare il fenomeno, salvando le alberature.

In tutta Roma, parchi e giardini inclusi, i Pinus pinea sarebbero 120.000 e quindi la vasta diffusione della cocciniglia sta mettendo a rischio, in assenza di adeguate e tempestive soluzioni, ben un terzo del totale delle alberature presenti nella Capitale.

Nel mese di aprile dello 2020 il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, aveva  annunciato lo stanziamento di 500mila euro per salvare i pini, Roma Capitale avrebbe  stanziato 700 mila euro oltre a quelli già investiti per i trattamenti sperimentali, sta di fatto che le linee guida regionale sono arrivati in ritardo e  con limitati interventi, la situazione è a tutt’oggi rimasta  grave per la salute dei pini.

“Lodevoli sono state le iniziative ed i  progetti  di lotta biologica per salvare gli alberi di Roma promossi da diversi comitati e singoli cittadini in varie zone della città, iniziative sicuramente efficaci e rispettose dell’ambiente, ma certamente era necessario un intervento tempestivo ed integrato da parte delle Istituzioni che invece sono rimaste assenti. “Era necessario mettere in campo una vasta gamma di soluzioni – proseguono Benvenuti e Salce – compreso il ricorso all’endoterapia, peraltro già autorizzata dal Ministero della Salute, insieme ad  integratori energetici dell’albero per potenziare le sue difese immunitarie, interventi  di riequilibrio biologico fra  insetti che ne possono naturalmente contenere la diffusione”.

“Ora a tempo scaduto si apprende da parte della Regione Lazio l’esigenza di agire subito, ma si parla di interventi collegati alle risorse che saranno stanziate nel prossimo bilancio, ed intanto il tempo prosegue a passare – concludono gli esponenti di Ecoitaliasolidale – a tutto danno della vita degli alberi della città più verde d’Europa”.


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