Emergenza Traffico della Capitale: il gioco delle tre carte?

I poteri speciali del Sindaco della Capitale, usciti dalla porta della legge 100 sulla Protezione Civile, rientrano dalla finestra di un emendamento a un decreto legislativo
Enzo Luciani - 12 Gennaio 2013

Riportiamo qui di seguito un comunicato stampa delle associazioniCarteinregola: Amate l’architettura, Casa dei diritti sociali, Cittadinanzattiva Lazio Onlus, Coord. Comitati NO PUP, Coord. Residenti Città Storica, Mobilitiamoci, Forum Salviamo il paesaggioRoma e provincia, Territorioroma, Urban Experience, Equorete, CampotrinceratoRoma, ADP Ass.
Diritti dI Pedoni Roma e Lazio:

L’emergenza Traffico e i relativi poteri speciali del Sindaco della Capitale, usciti dalla porta della legge 100 sulla Protezione Civile, rientrano dalla finestra di un emendamento a un decreto legislativo che domani il Consiglio dei Ministri potrebbe approvare.

Dopo 6 anni di Sindaco Commissario Straordinario per l’Emergenza Traffico, con ampissimo potere di deroga alle normative, di cui molte poste a tutela del Bene Pubblico e dei Beni pubblici, un decreto del governo Monti, diventato legge a luglio di quest’anno, sembrava porre fine a una gestione che paragonava la mobilità della Capitale a eventi calamitosi come inondazioni e terremoti.

Laboratorio Analisi Lepetit

Il riordino della Protezione civile avrebbe infatti comportato che al 31 dicembre (come effettivamente è stato) finisse il regime emergenziale e tutti gli interventi (metropolitane, parcheggi, viabilità) fossero di nuovo affidati agli uffici competenti,e soprattutto fossero restituiti al confronto democratico del Consiglio Capitolino.

Invece con un vero colpo di mano la Commissione Bicamerale per il Federalismo, nel parere sul terzo decreto legislativo, ha inserito alcuni emendamenti, tra cui quello che prevede di ridare al Sindaco i poteri commissariali per la mobilità, in base alla stessa legge sulla Protezione Civile che il governo aveva appena riformato.

Il parere è giunto pochi giorni dopo un’audizione del Sindaco, che ha chiesto che il provvedimento fosse resuscitato, per “inserire in norma i poteri relativi alla situazione classica, ormai storica, del commissario straordinario per l’emergenza del traffico e per la mobilità” che per Alemanno è “diventata quasi una disposizione fissa della vita della città di Roma”, quasi che i poteri speciali fossero una tradizione folkloristica da mantenere in vita. Poco convincente anche l’appello alla necessità dell’emergenza per contrastare il “rallentamento delle situazioni, delle scelte, dei poteri rispetto alla conduzione dei cantieri per le metropolitane, i parcheggi e altre realtà di questo genere”, dato che, come i nostri comitati hanno ben documentato (anche nella sintesi allegata), in questi 6 anni non è stato realizzato nemmeno il 10% degli interventi approvati nel 2006: 29 su 389 al 31 marzo 2012 (con questo ritmo saranno completati nel 2066)
, a fronte di notevoli costi
sostenuti anche solo per la gestione della struttura dedicata all’emergenza traffico (nella relazione semestrale del 2008 sono indicati due milioni di euro l’anno). Oltretutto l’emendamento del Senatore Leo (PDL) introduce persino una novità assoluta: l’emergenza senza fine. Non più un provvedimento da rinnovare – eventualmente – sulla base delle risultanze delle azioni messe in atto, ma una gestione che deve essere esplicitamente revocata qualora venissero meno i suoi presupposti.

Nella stessa Commissione ci sono state contestazioni, come quella del senatore leghista Paolo Franco, che ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di relatore, facendo presente che il testo del decreto legislativo, se verranno recepiti gli emendamenti proposti dalla Commissione, “recherà diverse disposizioni di carattere incostituzionale, che inevitabilmente si tradurranno in ulteriore contenzioso di fronte
alla Corte”.

Associazioni e Comitati (circa 150) tra cui C.A.L.M.A. – Comitati e Associazioni per la Mobilità Alternativa – e Carteinregola, che appartengono a varie reti cittadine hanno scritto al Presidente del Consiglio Monti e al Presidente Napolitano per chiedere di non approvare il parere della Commissione Bicamerale che reintroduce emergenza e poteri speciali.

 Sarebbe un provvedimento inutile per la soluzione dei problemi della mobilità della Capitale, dannoso perché limiterà gravemente la partecipazione dei cittadini e delle istituzioni alle scelte da compiersi, perché le procedure in deroga diventeranno la regola e si affievoliranno le tutele dei beni comuni, in particolare storici e paesaggistici.

E infine minerà la fiducia dei cittadini verso la serietà delle istituzioni, dato che verrebbe cancellato un principio affermato da una legge di questo governo, quello che uno stato di emergenza deve avere dei limiti precisi e trasparenti. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti