Emigrazione, un passato che ritorna

60 mila persone emigrano ogni anno dall'Italia e secondo i dati Istat, 4,2 milioni di italiani sono residenti all'estero, in particolare in Germania
di Serena Panacchia - 18 Febbraio 2013

La disoccupazione in Italia è sempre più critica. Su base annua il tasso è in aumento di 1,8 punti, come è stato affermato su intermarketandmore.finanza.com/italia-a-rischio-poverta-tasso-disoccupazione-all111-52172.html . Riguardo la disoccupazione giovanile i numeri sono ancora più preoccupanti, non a caso 60 mila persone emigrano ogni anno dall’Italia e secondo i dati Istat, 4,2 milioni di italiani sono residenti all’estero, in particolare in Germania.

Infatti si parla di un passato che ritorna. A Roma esiste dal 2009 il Museo dell’Emigrazione, nel Complesso Monumentale del Vittoriano, sala Gipsoteca, in Piazza dell’Arca Coeli 1, se si vuole visitare il sito ufficiale si può accedere a questo link www.museonazionaleemigrazione.it/home.php. E’ un luogo pieno di vecchie foto che raccontano la vita dei nostri connazionali costretti a trasferirsi a Buenos Aires, Brooklyn, Brisbane. Un luogo in cui gli italiani di oggi si ricordano che fino a pochi decenni fa la nostra era una terra dalla quale si fuggiva per mancanza di cibo, di futuro, di prospettiva. E fa specie pensare che dopo decenni la storia si ripete. Oggi però l’Italia è tra le sette economie del mondo, e viene difficile, se non impossibile, pensare che la sua generazione migliore è costretta a partire come fecero i bisnonni.

Sono soprattutto i giovani e i laureati ad emigrare. La crisi sta spingendo i giovani italiani, a lasciare il proprio paese e a prendere una decisione pratica e realista.
Giovani che stanno perdendo la speranza nel futuro e che decidono di emigrare in cerca di un’opportunità.

Negli ultimi dieci anni, infatti, la percentuale di laureati che sceglie di cercare lavoro all’estero è praticamente raddoppiata passando dall’8% al 16% e la maggior parte proviene soprattutto dalle regioni del Nord e del Centro Italia. Tutti alla ricerca di un’opportunità, lasciandosi alle spalle un Paese in forte sofferenza, economica e morale. Secondo i dati della Cgia di Mestre, solo nel 2011 hanno chiuso i battenti oltre 11mila imprese, una mattanza senza precedenti che in media ha superato le 30 chiusure al giorno e che ha portato alla disoccupazione circa 50 mila italiani, con picchi impressionanti in Lombardia e nel Lazio; e allora, con una buona dose di coraggio, non resta che rimettersi in gioco.

Ci sono molti giovani che hanno iniziato a seguire corsi di lingua straniera per avere maggiori possibilità di trovare un lavoro, e di trovare una via di uscita.
I giovani che prendono parte ai corsi intensivi vogliono imparare un linguaggio tecnico (giuridico, meccanico, medico…) e secondo alcuni fonti, tra cui www.zingarate.com/network/monaco/sempre-piu-italiani-imparano-il-tedesco.html, http://www.blitzquotidiano.it/societa/italiani-emigrazione-germania-lavoro-disoccupazione-crisi-spagna-grecia-goethe-institut-1334763/, e secondo infine, l’affermazione di Klaus-Dieter Lehmann Presidente del Goethe Institut, è risultato che la maggioranza preferisce studiare il tedesco piuttosto che l’inglese. 


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