Europei, giovedì 28 giugno la semifinale tra Italia e Germania

Dopo la vittoria ai rigori con l'Inghilterra caroselli nella Capitale. Prandelli: “Siamo vivi, abbiamo più idee”. Alemanno: “Maxischermi a piazza del Popolo”
di Lorenzo Censi - 26 Giugno 2012

L’Italia è in semifinale. La vittoria contro l’Inghilterra di Roy Hodgson ha proiettato gli uomini di Cesare Prandelli tra le quattro squadre più forti del continente. Gli azzurri hanno dominato, controllato e sprecato. Merito di una preparazione alla gara ottimale, improntata dal ct di Orzinuovi al gioco e al possesso palla. Raramente la Nazionale è apparsa così spigliata nella fase finale di una competizione importante. Non è mai stato buttato via il pallone, l’azione è sempre partita dalla difesa e passata imprescindibilmente dai piedi di Andrea Pirlo.

Il neo della serata si legge nelle statistiche: 30 tiri, 0 gol. Colpa di un attacco che in Balotelli non ha ancora trovato il lucido finalizzatore di cui abbiamo bisogno e che in Cassano non riesce ad esprimere la sua fantasia, a causa anche di una condizione fisica non ottimale. Da esaltare la prova dell’intera linea difensiva: Bonucci e Barzagli non hanno mai sofferto Rooney ed hanno risposto colpo su colpo allo scontro fisico cercato da Welbeck e soprattutto Carroll. Sugli esterni Balzaretti e Abate hanno arato il campo, costringendo spesso Cole e Johnson al contenimento. Daniele De Rossi, una finezza il suo esterno sinistro al volo che si stampa sul palo, è stata la chiave tattica dell’Italia, regista dei movimenti e degli spazi, all’ombra del direttore d’orchestra Pirlo.

La nazionale di Sua Maestà è stata passiva, scolastica, a tratti irritante nel 4-4-2 stretto e schiacciato davanti a Hart. Una delle peggiori che la storia ricordi. Un Gerrard fuori giri e un Rooney evanescente hanno completato il quadro. Occasione per Johnson a parte, è sembrato che da metà primo tempo i britannici pensassero ai rigori. E ai rigori sono arrivati: l’errore di Montolivo è sembrato il più amaro esempio di una logica che non perdona chi non coglie l’attimo. Il delizioso cucchiaio di Pirlo ha riacceso la speranza: "Ho visto il portiere bello carico, faceva mosse strane.". Young aveva il volto di Trezeguet ai Mondiali 2006, Cole si è fatto ipnotizzare da Buffon. Il sinistro di Diamanti ci ha ricordato per un attimo quello di Grosso aprendoci le porte della semifinale.

In centinaia di piazze italiane l’esplosione è stata all’unisono. In piazza San Silvestro a Roma era stato allestito un maxischermo 6 metri per 5, per consentire a cittadini e turisti la visione della partita. Migliaia di persone hanno imprecato, sofferto e infine gioito, per poi festeggiare nelle vie limitrofe con caroselli e clacson impazziti. In una nota il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato il bis: "In occasione di Italia-Germania, in programma giovedì 28 giugno alle 20.45, verranno installati maxischermi in piazza del Popolo".

La semifinale appare proibitiva, la Germania è la squadra più forte vista in questo mese in Polonia e Ucraina ma l’Italia ha dimostrato di poter giocare alla pari e mettere in difficoltà anche le big. I tedeschi sono una squadra solida, formata da giovani di qualità e d’esperienza. Nonostante il reparto difensivo faccia perno sul gigante Hummels le reti subite sono state ben 4. Se c’è un punto debole nella corazzata guidata da Loew è proprio questo, lo spiffero di fragilità nelle retrovie.

Ma loro hanno due giorni di riposo in più e 30′ di supplementari in meno nelle gambe. A Prandelli non va giù: "E’ una situazione che crea disparità: o prolungano il periodo del torneo o sennò così non si aiuta lo spettacolo", ma non parte sconfitto: "L’Italia è una squadra atleticamente viva, non ci sono squadre invincibili, Spagna, Germania, Portogallo sono forti. Dobbiamo fare la partita sulle debolezze, sui particolari, cosa che faremo. Loro hanno sicurezze, vengono da 15 vittorie consecutive, noi però abbiamo ancora più idee, tatticamente parlando". Il ct saluta definitivamente l’Italia che fu, catenaccio e contropiede: "Preferisco prendere un gol in contropiede che stare lì a soffrire per 90".


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