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Evento multimediale alla biblioteca Guglielmo Marconi il 5 marzo

Inaugurazione della mostra fotografica di Marco Lotito, presentazione del nuovo libro di Maria Lanciotti e "Il Drago di Malagrotta" di Daniele Mutino

Sabato 5 marzo 2011 presso la biblioteca comunale Guglielmo Marconi in via Gerolamo Cardano 125 nel XV municipio alle ore 11 sarà inaugurata la mostra fotografica “Reflexus Imago Aquae Pluviae" di Marco Lorito (che sarà visitabile fino al 21 di marzo).

A seguire sarà presentato il libro di poesie di Maria Lanciotti “Questa terra che bestemmia amore”, con letture di testi a cura di Antonella Fede e Roberto Pennacchini e Daniele Mutino (fisarmonica e voce) si esibirà in “Il Drago di Malagrotta e altre storie romane”

Valeriano Bottini dell’Ass. Colle Ionci che sta portando avanti tra l’altro il progetto “Librazioni” è stato il “regista” dell’evento che vedrà insieme le letture di “Questa terra che bestemmia amore” di Maria Lanciotti, per la denuncia che contiene (specialmente in “Panorama”), che si attaglia perfettamente con “Il drago di Malagrotta” di Daniele Mutino (la discarica dell’avv. Cerroni e l’imbroglio degli inceneritori, collegati alla lotta contro l’inceneritore di Roncigliano nel comune di Albano) e alle foto in mostra di Marco Lorito che prospetta Roma attraverso le pozzanghere (la questione della ex Miralanza e di spazi abbandonati al degrado).

Non a caso poi la biblioteca si trova nel XV municipio, lo stesso della discarica di Malagrotta. Insomma una bella unione d’intenti per un discorso culturale e sociale che promette di svolgersi in maniera gradevole.

La mostra REFLEXUS Imago Aquae Pluviae Immagini di Marco Lorito
Marco Lorito nasce a Roma negli anni sessanta e già da adolescente si avvicina all’obiettivo affascinato dai numerosi contenitori di archeologia industriale del quartiere Marconi dove è situata la cosiddetta zona dell’ Ex Mira Lanza. Quegli spazi inanimati, metafisici e pieni di memoria all’inizio sono un’inesauribile fonte d’ispirazione per fissare su carta fotografica e diapositive le emozioni che quei luoghi trasmettono. A questo approccio autodidatta ed emozionale seguirà ben presto, un periodo dedicato allo studio della tecnica fotografica vera e propria che lo porterà ad apprendere l’alfabeto, la grammatica e la sintassi del linguaggio fotografico, mezzi che gli permettono di sviluppare una personalità variegata ma definita. Il risultato di questi studi sono due mostre fotografiche, la prima dedicata all’ Ex Mira Lanza con il titolo di “ Memorie Industriali “ e la seconda, sull’India “Frammenti Indiani, reportage di un viaggio in India” del 1991.
Recentemente però il suo punto di vista ha cominciato a dare segni di instabilità, di “capovolgimento”. Il suo mondo ha iniziato lentamente, ma inesorabilmente a ruotare su un’asse orizzontale, facendogli scoprire il “mondopposto”. La forza di gravità, l’idrogeno legato all’ossigeno, l’odore dell’asfalto bagnato dopo la pioggia hanno corrotto la razionalità, la verticalità dell’assetto dell’obiettivo. Ipnotizzato, come aprendo un vaso di pandora, ha puntato il “fondo dell’occhio” in uno specchio d’acqua, uno di quelli che a Roma chiamano “pozzanghera” e ne ha portato alla luce la capovolta realtà. Non un retro mondo, ma un sotto mondo, una quarta dimensione virtuale “ante litteram”, che c’è sempre stata e che in ogni momento scompare e riappare a seconda se un osservatore le da vita semplicemente…osservandola.
Una realtà ondulata, eterea, mixata con il concreto che la sopra abita, fatto di foglie cadute, sassi che fungono da astri di questo cielo capovolto cui si aggiungono residui metropolitani che inquinano lo sguardo ingenuo, materializzandosi in carta macera o mozziconi di sigaretta che si librano nel vuoto come corpi senza gravità. Una prospettiva visiva differente che ci consegna un’altra città, un’altra Roma anch’essa con il suo tempo a rovescio, il suo fascino opposto, la sua magia intatta.

MARIA LANCIOTTI – Nata a Roma nel 1942, collabora stabilmente con periodici di attualità e cultura e con giornali e riviste web. Vive a Velletri (RM). Ha pubblicato le raccolte di poesia: Uragano e armonia (1998); Sangue di passero (2001); A passi contati (2005); Suono e visione (2006); e nella narrativa: Il serpente è innocente (2000); La sacca del pastore (2003); Campo di grano (2003); La figlia della rupe (2007); L’erba sotto l’asfalto (2009).
“Questa terra che bestemmia amore” www.poetidelparco.it/9_447_Questa-terra-che-bestemmia-amore-.html
 

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