Cronaca  

Falsi gladiatori e veri raggiri sotto il sole dell’estate romana

Venti persone fermate di cui nove denunciate per violenza privata: è il bilancio dell’operazione anti "racket dei centurioni" a Piazza Venezia
di Eleonora Cianfrini - 11 Agosto 2011

Una vera e propria lotta tra gladiatori della moderna Roma si è consumata il 10 agosto 2011 davanti al Colosseo.

Ma a porre fine al “combattimento” stavolta nessun imperatore e nessun pollice verso, solo, si fa per dire, trenta agenti della polizia municipale, di cui quattro travestiti da netturbini e due da falsi centurioni. È quanto è accaduto il 10 agosto mattina tra Piazza Venezia, il Colosseo e i Musei Vaticani, tra turisti attoniti e cittadini esasperati. Un blitz necessario per tentare di arginare il dilagante fenomeno di quello che è stato ormai ribattezzato “racket dei centurioni”.

Da mesi le agenzie turistiche lamentavano minacce, intimidazioni e violenze da parte di sette famiglie italiane collegate a cinque agenzie. I membri delle famiglie, di cui molti con precedenti penali, erano infatti soliti stazionare davanti ai principali monumenti della capitale, con indosso il costume di rito con tanto di elmo e lancia, per fare piazza pulita di centurioni e affini non collegati alle famiglie. Un vero e proprio racket insomma fatto di aggressioni fisiche e intimidazioni di ogni genere, tra cui quella di ritrovare in fiamme il motorino o l’automobile del malcapitato centurione.

Quando i gladiatori del racket hanno visto i due novelli centurioni-vigili urbani aggirarsi in zona li hanno immediatamente accerchiati intimandogli di andarsene, perché quella era “zona loro”.

A questo punto sono intervenuti i vigili-netturbini con tanto di ramazza, i gladiatori sono stati circondati e ammanettati. Tra i venti fermati dalle forze dell’ordine, nove sono stati denunciati per violenza privata. I controlli ora verranno intensificati per garantire sicurezza a chi lavora regolarmente nel settore turistico. Il senatore Pdl Mauro Cutrufo e vice sindaco della giunta Alemanno propone la linea dura contro la falsa professione del centurione e contro quello che non esita a definire “stalking del turista”, e annuncia a breve una proposta di legge che tuteli anche i visitatori. Questi ultimi sono costretti a subire continue pressioni per una foto, il più delle volte pagata profumatamente, e vengono coinvolti loro malgrado in una giostrina folkloristica che non ha equivalenti nelle altre grandi città europee.

Nell’ormai lontano 2002 ci aveva provato anche l’allora sindaco Walter Veltroni con la sua proposta di istituire una sorta di albo dei gladiatori, che avrebbero dovuto superare un esame per ottenere il tesserino di riconoscimento, l’equipaggiamento, la polaroid, il tariffario e il monumento assegnato.


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