Fase 3, Garavini (IV): “Famiglie e occupazione femminile centrali per ripartenza

La Senatrice: "Family Act leva per lo sviluppo economico" 
Redazione - 17 Giugno 2020

“Conciliazione e parità di genere nell’accesso al lavoro sono obiettivi fondanti per Italia Viva. Ancor di più oggi, nell’attuale fase di ripartenza post-Covid. La partecipazione femminile al mercato occupazionale vale un punto di Pil ma, come denunciato in questi giorni da Bankitalia, rischia di essere compromessa dalla necessità di curare i figli in età scolare o dalle difficoltà economiche conseguenti alla crisi sanitaria. Ecco perchè è importante il via del Governo al Family Act, fortemente voluto dalla ministra Bonetti e da Italia Viva”. Lo ha dichiarato la Senatrice Laura Garavini, Presidente Commissione Difesa e Vicepresidente vicaria Gruppo Italia Viva-Psi, intervenendo in videocollegamento con i comitati di Italia Viva di Turchia, Francia e Paesi Bassi.

“Con questo provvedimento si riconosce anche in Italia il diritto all’assegno universale, uno strumento non a caso già diffuso in Nord Europa e nei Paesi con alto tasso di natalità. Con una parte fissa e una variabile in base all’Isee, l’assegno garantirà fino a 240 euro per i figli minorenni e 80 euro per quelli fino a 26 anni, riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del diciottesimo anno di età per ciascun figlio, maggiorato del 20 per cento per i figli successivi al primo. Per eventuali figli o figlie disabili invece non viene posto alcun limite di età.  Ancora per le famiglie sono il buono per asili nido e scuole dell’infanzia e le detrazioni fiscali per le spese sostenute per l’affitto dei figli universitari e l’acquisto di libri. Tutte misure progressive, che variano in base al reddito”.

“Con questa norma promuoviamo un cambio di prospettiva. Affermando una volta per tutte che la cura dei figli e degli spazi domestici non è una prerogativa solamente femminile ma che ricade su entrambi. Risponde a questo principio l’introduzione del congedo obbligatorio da almeno 10 giorni lavorativi per il padre nei primi mesi di nascita del figlio. Così come la riorganizzazione dei congedi parentali, almeno due mesi per ciascun figlio. Con il Family Act si stimola l’indipendenza delle giovani coppie, con agevolazioni fiscali per l’affitto e l’acquisto della prima casa per gli under35. E si sostiene l’occupazione femminile con la previsione di un’indennità integrativa destinata alle madri lavoratrici, erogata dall’Inps nel periodo del rientro al lavoro dopo il congedo obbligatorio”.

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“Si tratta di misure che mirano ad abbattere il gap di genere e che permettono di contrastare il drammatico tema della denatalità italiana. In questo modo tutti possono contribuire alla ripresa economica del Paese. E, allo stesso tempo – ha concluso Garavini, conciliare la vita familiare con le legittime ambizioni lavorative”.


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