Categorie: Politica
Municipi:

FdI lancia la delibera popolare contro l’Irpef di Roma: obiettivo 5mila firme per tagliare la super-aliquota

Offensiva del centrodestra sulla pressione fiscale locale

Cinquemila firme per scardinare uno dei pilastri storici del bilancio capitolino e costringere l’Aula Giulio Cesare a fare i conti con la pressione fiscale locale.

Fratelli d’Italia decide di percorrere la strada dello strumento democratico della delibera di iniziativa popolare, aprendo una nuova e complessa faglia politica nei confronti della giunta guidata da Roberto Gualtieri.

Al centro del mirino c’è l’addizionale comunale Irpef, da anni tra le più elevate d’Italia, di cui l’opposizione chiede una progressiva ma netta sforbiciata.

L’operazione è guidata in prima persona dal deputato e coordinatore romano del partito, Marco Perissa, promotore e primo firmatario della proposta.

La tesi cardine poggia su un principio di equità territoriale: secondo Fratelli d’Italia, i contribuenti romani subiscono un prelievo fiscale sul reddito sensibilmente più gravoso rispetto a quello applicato nelle altre grandi metropoli del Paese, a partire dal capoluogo lombardo.

Il peso dello 0,9% e il nodo del debito storico

L’architettura tributaria di Roma Capitale prevede oggi un’aliquota Irpef complessiva pari allo 0,9%.

Una cifra che si compone di due canali distinti: una quota ordinaria fissata allo 0,5% e una addizionale straordinaria dello 0,4%, quest’ultima introdotta originariamente per garantire i flussi finanziari necessari al Piano di rientro dal gigantesco debito storico della città.

Ed è proprio sulla quota straordinaria che si concentra l’affondo del centrodestra. Con l’esaurimento delle funzioni commissariali e la ridefinizione delle pendenze economiche del passato, secondo i promotori della delibera sarebbero venute meno le ragioni giuridiche e contabili che giustificavano la sovrattassa. «I romani continuano a farsi carico di un prelievo d’emergenza legato a una stagione ormai superata», attacca Perissa, contestando al Campidoglio il mancato alleggerimento della pressione nonostante l’arrivo di stanziamenti straordinari da parte del governo centrale.

La strategia dei 90 giorni: coperture e fasce deboli

La proposta di delibera, tuttavia, evita di chiedere un taglio cieco e immediato, che rischierebbe di scontrarsi con i pareri negativi di regolarità contabile degli uffici finanziari.

Il testo stabilisce un percorso amministrativo vincolato: entro tre mesi dal deposito, il sindaco, l’assessorato al Bilancio e la Ragioneria generale dovranno produrre una relazione tecnica approfondita per valutare l’impatto economico di una riduzione dell’aliquota.

L’istruttoria dovrà esaminare la tenuta dei conti pubblici, i vincoli normativi vigenti e l’individuazione di adeguate coperture alternative per compensare il minor gettito.

Tra i correttivi proposti dal centrodestra figura l’adozione di una modularità progressiva del taglio, da attuare parallelamente a un innalzamento della soglia di esenzione totale a totale beneficio dei redditi medio-bassi.

Nei prossimi giorni la macchina organizzativa del partito aprirà i gazebo nei quindici municipi della città; le 5.000 sottoscrizioni minime rappresentano il pass formale per portare il dibattito nell’emiciclo capitolino, trasformando la questione tecnica in un manifesto contro il carovita urbano.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento