Federico Butteroni, il campione romano, è tornato a brillare a Las Vegas

Redazione - 31 Luglio 2017

Una nuova soddisfazione per il giocatore di poker romano Federico Butteroni: torna a brillare alle WSOP di Las Vegas dopo il clamoroso successo del 2015.

Un ragazzo come tanti con i suoi dubbi e le sue incertezze. La passione per il gioco e la voglia di abbandonare tutto per andare all’estero. Fare esperienza di vita vera, nella durezza e nell’indipendenza che solo lontano da casa formano il carattere.
Qualche anno fa Federico Butteroni ha deciso di mollare l’Italia e come altri italiani di trasferirsi in Australia. Per imparare l’inglese, ma soprattutto perché la distanza da territori familiari gli era necessaria per mettere ordine nella sua esistenza.
Trascorre il suo tempo lavorando come cameriere oppure come operaio in una fattoria, cercando di mettere la giusta prospettiva tra lui e la passione di tutta una vita: il poker.

L’esperienza gli ha permesso di trovare la giusta concentrazione, la determinazione che gli occorreva per proseguire nella sua carriera di giocatore professionista. Sì, perché Federico Butteroni proprio un ragazzo come tanti non lo è. È riuscito a trasformare la sua passione in un lavoro che gli garantisce autonomia e indipendenza economiche.

Nel 2010, a soli venti anni, ottiene il suo primo piazzamento a premi all’Italian Poker Tour di Sanremo, concludendo il torneo in quindicesima posizione. La vittoria dà slancio ad una nuova carriera, ma soprattutto fiducia nelle proprie possibilità al giocatore romano.
Federico continua comunque a tenere i piedi ben piantati a terra, consapevole che il successo ottenuto è solo un piccolo risultato rispetto al sogno che intende realizzare.

L’obiettivo che lo spinge a proseguire è il braccialetto delle World Series of Poker, il massimo premio non monetario che un giocatore di poker professionista può vincere. È la medaglia d’oro del poker sportivo e Federico decide di continuare investendo tempo ed energia al tavolo. Ma prima c’è la pausa australiana, determinante per la futura carriera del campione romano, da giocatore professionista.
L’Australia, come abbiamo visto, dà fiducia a Federico nelle proprie capacità, perché quando sei lontano da casa e dai tuoi affetti, distante da tutto ciò che può sostenerti e incoraggiarti è come trovarsi da soli al tavolo, dove per poter vincere devi contare solo su te stesso e le tue risorse.

Foto tratta da Pokerstars.it

Nelle interviste Federico Butteroni è un ragazzo solare, sorridente e disponibile che non rinuncia a fare battute e a parlare di sé: naturale e spontaneo. Al tavolo da gioco lo vediamo determinato, con lo sguardo concentrato sulle carte e sulle mosse dei suoi avversari. Un’immersione totale nella strategia per mantenere costantemente un mindset ai massimi livelli. Grazie a queste qualità, che lo fanno apprezzare anche al di fuori delle poker room, nel 2015 Federico è giunto tra i nove finalisti del final table WSOP. È la partita ultima, la finale del poker cui accedono solo i migliori del mondo. Quell’anno al torneo partecipavano 6.420 giocatori, giorno dopo giorno, partita dopo partita il ragazzo romano arriva alla finalissima di novembre. Così vicino alla realizzazione del proprio sogno non lo era mai stato.

Grazie al coaching di uno dei più forti giocatori al mondo, Phil Hellmuth (14 braccialetti WSOP, un record!) Federico chiude in finale all’ottavo posto assoluto, con un montepremi di tutto rispetto.
La sua carriera prosegue e l’anno successivo ottiene buoni risultati pur non riuscendo ad eguagliare il successo della passata stagione.

Una delle qualità del giocatore romano è la capacità di imparare dagli errori, senza lasciarsi abbattere, ma utilizzandoli come risorsa per afferrare sempre nuove strategie e migliorare la sua abilità nel poker. Quest’anno Federico ha di nuovo partecipato al WSOP di Las Vegas e naturalmente già sapevamo quale fosse il suo sogno.

Non ha eguagliato il piazzamento del 2015, ma si è comunque distinto rivelandosi come uno dei giocatori italiani più forti del momento.
A soli 27 anni Butteroni è entrato nella rosa dei 30 finalisti di un torneo per il premio più ambito, per poi essere eliminato in 24° posizione.

Tanta frustrazione, di sicuro, ma come ci ricorda Nelson Mandela un vincitore non è forse un sognatore che non si è mai arreso?

Federico non è l’unico asso del poker romano, nel seguente articolo parliamo di Cristian Blanco, Alioscia Oliva, Flavio Ferrari Zumbini, Dario Minieri e Mario Adinolfi, Jackelin Amado e Marika Cicchinelli.


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