Festa alla Cervelletta per giovani di varie nazionalità

L'11 luglio al termine della loro esperienza ecologica nei Campi estivi
di Federico Carabetta - 16 Luglio 2009

Giovani di varia nazionalità, partecipanti ai Campi estivi di volontariato e Protezione civile di Legambiente, giovedì 11 luglio, sul termine della loro esperienza ecologica, sono stati al centro di un memorabile festeggiamento all’antico casale della Cervelletta.

I nostri, otto per l’esattezza, provenienti da Turchia, Armenia, Ucraina, Spagna, avevano praticato ultimamente una piccola ma meritoria attività per il programma “Puliamo il mondo” su varie aree protette nella Valle dell’Aniene, come avviene ormai da cinque anni a questa parte.

Era perciò d’uopo organizzare per loro una giornata bella da ricordare, e proprio nel luogo che li aveva ospitati.

A questo hanno provveduto l’Associazione “Insieme per l’Aniene” con Mimmo Pietrangeli per l’ospitalità e l’organizzazione; per tutto l’altro – e non è poco – il Maestro Alessandro Mazziotti musicista polistrumentista, costruttore di strumenti della tradizione popolare, anima della scuola “Suoni della terra”, accompagnato da alcuni suoi amici e discenti, tutti con al seguito zampogne, ciaramelle, organetti, ottavino e tamburelli.

Ai festeggiati e agli intervenuti, il prof. Pietrangeli ha illustrato secondo consuetudine – quanto più concisamente possibile – la “breve” storia della vasta area dove è incastonata l’oasi protetta della Cervelletta. È partito, come prevedibile, da 800mila anni fa circa, cioè dall’ esplosione del vulcano laziale, ed ha percorso tutta la storia fino ai giorni nostri, passando per i merli guelfi della massiccia torre di avvistamento altomedievale che domina il casale che fu degli Sforza, poi dei Borghese ed infine dei Salviati, fino all’ultimo nato al suo interno: il museuccio, prezioso retaggio della memoria contadina locale. C’era provvidenzialmente Francesca di Legambiente che ha fatto da traduttrice simultanea.

Ad interrompere decisamente la visita, sono stati gli effluvi provenienti dalla corte dove, all’ombra della torre, i due fedelissimi Michele e Umberto coadiuvati dai due cuochi reatini Giuseppe e Riccardo, rosolavano a puntino parte dell’ovino proveniente dalle pasture altolaziali, generosamente offerto con tutte le rustiche cibarie dal Maestro Mazziotti e la sua scuola

Non vogliamo soffermarci oltre misura sulla descrizione del lauto pranzo. Ci limiteremo a citare solo i più ricercati manicaretti, consistenti il primo nella “pecora allu cutturu”, cotta cioè come si conviene in antiche caldaie di rame, e poi in una indimenticabile coratella.

La festa ha avuto una lunga conclusione musicale, con l’alternarsi di pizziche e tarante eseguite prima da un solo organetto e poi dal secondo che, improvvisando magistralmente, ricamava intorno al motivo dominante un euritmico controcanto.

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È stata poi la volta del Maestro Mazziotti e i suoi seguaci che con rustiche zampogne, tra cui la storica zampogna zoppa della Valle dell’Aniene, e con commentanti ciaramelle, eseguivano un rarissimo e mirabile repertorio di ballate popolari.

Siamo più che certi che l’ospitalità di “Insieme per l’Aniene”, l’aria balsamica e le suggestioni della Cervelletta, la squisita performance di rusticana culinaria, i virtuosismi dei nostri musicisti, e soprattutto la simpatia spontanea, immediata e cordiale che ha circondato i festeggiati, quel voler arrabattarsi nell’impiegare quelle poche conoscenze di lingue straniere per comunicare con loro, per farli sentire a loro agio, hanno procurato loro un tale piacere che difficilmente dimenticheranno la giornata.

Nel nostro ricordo sopravvivrà il ricordo di quei ragazzi sorridenti, di quella biondina ucraina con gli occhi sognanti, di quel ragazzo armeno un po’ silenzioso e quasi guardingo, e di quella graziosa giovane turca che, al colmo dell’allegria, ha voluto far dono di alcune movenze di danza del ventre.

Verso la fine della festa, una simpaticissima madrilena ha esclamato: “Arrivederci Roma, grazie Cervelletta!”


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