Festa dei nonni: valorizzare la ‘giovane’ ricorrenza del 2 ottobre

Sono oltre 650 mila quelli che vivono a Roma
di Luciano Di Pietrantonio - 1 Ottobre 2012

C’è un interrogativo, che moltissime persone si pongono, sull’origine della Festa dei nonni: come è nata e chi ha avuto questa intuizione?

L’idea di dedicare un giornata ai nonni è venuta, per la prima volta, ad una casalinga, Marian Mc Quade, nel West Virginia, negli Stati Uniti. Questa intraprendente signora, mamma di 15 figli e nonna di 40 nipoti, iniziò la campagna per promuovere questa ricorrenza nel 1970, ma lavorava con gli anziani già dal 1956. Nel 1978, l’allora Presidente americano, Jimmy Carter, proclamò che la Festa nazionale dei nonni (Grandparents Day) fosse celebrata, ogni anno, la prima domenica di settembre , dopo il Labor Day. In questo giorno negli Stati Uniti le scuole, le chiese e le organizzazioni dei territori e del volontariato onorano nonni e anziani con particolari e speciali manifestazioni. 

Nel nostro Paese, il 2 ottobre, si celebra la ancora “giovane festa” dei nonni. Istituita nel 2005 dal Parlamento italiano, che ha riconosciuto ufficialmente il ruolo fondamentale dei nostri nonni e non sfigura certamente accanto alla festa del papà e a quella della mamma.
Queste sono feste, introdotte all’inizio degli anni ’50, come quella della mamma, favorite anche da processi di traino commerciale, ma dal punto di vista legislativo non hanno avuto alcun riscontro.

C’è stato un tentativo parlamentare, nel 1956 con la presentazione di un disegno di legge al Senato della Repubblica, tendente ad ottenere l’istituzione della “Festa della mamma,” ma non ha sortito alcun effetto, quindi questa festa viene celebrata per tradizione e per consuetudine. Nel mondo quasi tutte le nazioni hanno questa festa, che vide l’inizio, ufficialmente nel 1914, nella seconda domenica di maggio come “espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace.”

L’altra festa, quella del papà, è complementare alla festa della mamma, è diffusa in tutto il mondo, e la prima volta che venne celebrata fu intorno al 1908 nel West Virginia, presso una chiesa metodista. Oggi negli Stati Uniti, la festa del papà, si ricorda la terza domenica di giugno, ma è celebrata, anche se in date diverse in gran parte del mondo. Nel nostro paese la ricorrenza è fissata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Non è una festa riconosciuta, analogamente a quella della mamma, da alcuna norma civile.

La festa dei nonni, nel nostro paese cade nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra gli Angeli Custodi, ed è concepita proprio come momento di incontro e di riconoscenza nei confronti dei nonni-angeli custodi dell’infanzia.

L’istituzione della festa prevede l’impegno concreto da parte degli Enti Locali (Regioni, Provincie e Comuni) ad assumere iniziative per valorizzare il ruolo dei nonni ed un premio annuale, consegnato dal Presidente della Repubblica al nonno e alla nonna d’Italia. Anche i Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, coinvolgendo le scuole pubbliche e private, promuovono atti per approfondire le tematiche relative alle crescenti funzioni assunte dai nonni nella famiglia e nella società.

Ma quanti sono i nonni in una città come Roma?

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Il calcolo preciso è difficile da farsi, ma con un ragionamento statistico si può andare vicino alla realtà. A Roma vivono, secondo i dati dell’anagrafe al dicembre 2010, oltre 2.880 mila abitanti, gli ultra sessantenni sono circa 790 mila, il 27,5% dei residenti. Si è vicini alla realtà, se si dichiara che i nonni che vivono a Roma è di oltre 650 mila.

Questo numero importante e significativo, oggi nella società contemporanea , con tutte le difficoltà causate dalla crisi e dalla superficialità della gestione della cosa pubblica, i nonni rappresentano al di là delle considerazioni affettive ed umane, la più grande risorsa di “welfare familiare” a costo zero, e consente a tante famiglie giovani e non, di sopravvivere rispetto all’impoverimento in atto.

Da queste considerazioni nasce l’esigenza, che questa “giovane festa” sia valorizzata e possa offrire materia di studio, di conoscenza e di proposte a chi è chiamato a gestire le politiche per la famiglia.

Le feste possono servire anche a questo, perché la conoscenza delle situazioni è sempre insufficiente e il nostro “sistema sociale che deve garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili” può e deve essere adeguato agli attuali bisogni. Forse la legge 31 luglio 2005, n.159 che ha istituito “la festa nazionale dei nonni”, ci manda questo messaggio. Cerchiamo di fare in modo che sia applicata con scrupolo. 


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