Fiumicino: Alitalia Fish rifiuta pertenza ad un disabile

Barbieri: "Valuteremo con i legali della Fish un'azione in giudizio con richiesta di danni"
di Marco Rollero - 30 Agosto 2011

La mattina del 29 agosto, mattina una persona con disabilità si è presentata alla reception di Alitalia per essere imbarcata sul volo per Milano. Aveva dichiarato di essere in carrozzina, non in grado di deambulare nemmeno per pochi passi e quindi di essere accompagnato. Non aveva chiesto servizi aggiuntivi, nè l’uso della barella. Sarebbe dovuto essere un volo come molti altri, a cui Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, è abituato, in Italia e all’estero. Ma così non è stato.

I responsabili di Alitalia, questa volta, hanno giudicato incompleta la dichiarazione di Barbieri e hanno rifiutato l’imbarco, opponendo le proprie prassi interne secondo cui i dati sui servizi aggiuntivi e sull’uso della barella, oltre a quelli sanitari, andavano comunque dichiarati "in barba ad ogni ragionevolezza che invece il regolamento sul trasporto aereo dell’Unione Europea impone". A raccontare la vicenda, in un comunicato, è la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish). "A nulla – continua la nota – valgono le proteste e le motivazioni anche basate sulle norme dell’Unione. Barbieri non potrà raggiungere Milano dove è atteso per un’iniziativa, collaterale a quella dei Sindaci, indetta dalla Fish e relativa alla Manovra". "Dopo un tentativo di spiegazione con la ‘capoturno passeggeri speciali di Alitalia, – dichiara Barbieri – andato a vuoto, ho formalmente presentato l’esposto alla stazione aeroportuale della Polizia di Stato. Ora farò seguire la segnalazione all’Enac nelle forme previste dal Regolamento Europeo. Poi valuteremo con i legali della Fish un’azione in giudizio con richiesta di danni. Il diritto alla mobilità per le persone disabili è davvero garantito in Italia? Nonostante i numerosi atti dell’Unione Europea, vengono ancora segnalati troppo sovente casi di esclusione dal trasporto ferroviario, aereo, navale, per non dire dal trasporto urbano: mezzi non adeguati, servizi discontinui, personale non preparato o – come in questo caso – interpretazione restrittiva di regolamenti e norme. È superfluo precisare che non è una questione personale – conclude Barbieri – ma di un diritto di tutte le persone con disabilità che va rispettato, ancora di più in presenza di norme internazionali che, finalmente, ci tutelano di fronte ad ogni discriminazione come quella attuata questa mattina da Alitalia.


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