

L'episodio alla stazione ferroviaria di Lavinio. Il sindacato Siulp lancia l'allarme sicurezza
Un intervento come tanti, nato per riportare la calma durante l’ennesimo scontro verbale tra le banchine della stazione ferroviaria, che in pochi secondi si trasforma in una trappola di violenza selvaggia.
Un agente di Polizia del commissariato di Anzio-Nettuno è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito con una raffica di pugni al volto da uno dei contendenti.
Il bilancio per il poliziotto è pesante: frattura scomposta del setto nasale e il trasferimento d’urgenza in ospedale, dove nei prossimi giorni dovrà essere sottoposto a un delicato intervento di ricostruzione chirurgica.
I fatti si sono consumati ieri, sabato 11 luglio, nello scalo ferroviario di Lavinio, frazione di Anzio, un’area da tempo sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine per episodi di microcriminalità e spaccio.
La pattuglia del commissariato era accorsa sul posto dopo diverse segnalazioni dei viaggiatori, allarmati da una violenta rissa esplosa nei pressi dello scalo.
Durante le procedure di identificazione, la situazione è degenerata improvvisamente. Uno dei due esagitati, un cittadino pakistano di 25 anni, si è scagliato contro l’agente che stava tentando di calmarlo:
Il blitz violento: Il giovane ha sferrato diversi pugni in pieno viso al poliziotto, colpendolo a freddo prima che i colleghi riuscissero a immobilizzarlo e ad ammanettarlo.
L’arresto: L’aggressore è stato trasferito in cella di sicurezza con l’accusa di lesioni gravissime e resistenza a pubblico ufficiale.

La gravità dell’episodio ha scatenato l’immediata e dura reazione delle sigle sindacali. Il segretario generale della segreteria provinciale del Siulp di Roma, Ignazio Craparotta, ha espresso totale solidarietà al collega ferito, alzando la voce sulle condizioni di rischio in cui operano le pattuglie sul litorale romano.
«Siamo di fronte a un fatto di eccezionale gravità. Un’aggressione alle forze dell’ordine non è un semplice fatto di cronaca nera, ma un vero e proprio attacco all’autorità dello Stato. Questi episodi avvengono in contesti di profondo degrado urbano e illegalità diffusa, dove il livello di pericolo per i nostri operatori è ormai fuori controllo. Serve una risposta ferma sul piano giudiziario e istituzionale: chi aggredisce una divisa deve pagare duramente».
Il sindacato ha approfittato del drammatico episodio per formalizzare una serie di richieste urgenti al Ministero dell’Interno e alla Questura di Roma, evidenziando come il commissariato di Anzio-Nettuno si trovi da tempo in grave sofferenza per la carenza dei turni.
«Il collega non deve essere lasciato solo e questa violenza non può passare come un caso isolato», conclude Craparotta. Il Siulp promette battaglia affinché il tema della sicurezza sul litorale a sud di Roma diventi una priorità dell’agenda pubblica, prima che si debba raccontare una tragedia ancora più grave.
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