Follie di ordinaria burocrazia

Le peripezie di un lavoratore autonomo costretto ad accollarsi le conseguenze e le spese di un errore dovuto alla mancanza di un controllo da parte di un ente
Giuliano Rag. Iannilli, Consulente del Lavoro - 24 Ottobre 2013

Vi voglio raccontare un caso che mi è capitato nel corso della mia attività professionale, per fare in modo che i lettori si rendano conto delle difficoltà a cui debbono far fronte i lavoratori autonomi che ancora cercano di mandar avanti quotidianamente le loro attività nonostante la crisi generale.

Una mia cliente, titolare di un’attività di scuola di lingue ed interpretariato, in cui operano lei ed il figlio, che svolge tale attività da oltre 20 anni e che ha come clienti aziende a cui offre corsi di lingue per i loro dipendenti, il 14 ottobre riceve una cartella esattoriale da Equitalia, notificata da un messo, in cui si intima il pagamento entro 60 giorni dal ricevimento della stessa della somma di €. 59.373,30 per l’anno d’imposta 2008, con tanto di RAV per effettuare il pagamento.

Potete immaginare la reazione della signora che dopo innumerevoli telefonate al mio studio, incontri per visionare la documentazione e notti insonni, dato che non si sta parlando di un evasore cronico, come ce ne sono purtroppo molti, ma di una imprenditrice che nell’anno 2008 ha risentito, è vero, della crisi economica, ma che ha sempre presentato regolarmente le dichiarazioni dei redditi e che ha effettivamente omesso alcuni versamenti, a causa del ritardo con cui le aziende sue clienti hanno onorato i loro debiti, ma che al primo avviso dell’Agenzia delle Entrate di dicembre 2010 aveva concordato una rateizzazione degli importi dovuti e poi ha regolarmente pagato le rate stabilite alla scadenza indicata.

Ora per un disguido, non sta a noi dire di chi, all’ufficio non è arrivata la seconda rata che la signora ha regolarmente pagato, quindi l’Agenzia delle Entrate ha annullato la rateizzazione concordata ed ha applicato le sanzioni intere, ha emesso il ruolo esattoriale con la conseguente emissione della cartella esattoriale.

Fortunatamente, dopo alcuni giorni di intenso lavoro, abbiamo dimostrato che le rate concordate erano tutte pagate alla giusta scadenza e che ad ottobre 2013 erano state pagate già 12 rate sulle 20 accordate ottenendo dalla stessa Agenzia delle Entrate un provvedimento di sgravio totale della cartella esattoriale.

Tutto questo – l’annullamento amministrativo della rateizzazione, l’emissione del ruolo esattoriale, la stampa della cartella esattoriale e la notifica tramite messo – è avvenuto perché non si è controllata in modo approfondito la documentazione facilmente reperibile dagli uffici pubblici.

Dal punto di vista economico la contribuente ha dovuto sostenere, oltre i patemi d’animo subiti dalla data di notifica alla data in cui ha ottenuto lo sgravio definitivo, anche le spese per mancata attività all’interno della sua azienda per il tempo perso dietro a questa preoccupazione.

Dal punto di vista della collettività il danno economico deriva dalle spese sostenute per il personale dipendente e le strutture dell’agenzia delle Entrate e di Equitalia che hanno emesso il provvedimento, poi risultato illegittimo, ma anche per il personale e le strutture che successivamente avendo ricevuto l’istanza del contribuente hanno facilmente verificato la correttezza dei versamenti eseguiti ed hanno emesso il provvedimento di sgravio.

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C’è da notare come unica nota positiva la sollecitudine dei funzionari chiamati a rivedere tale provvedimento che in soli 4 giorni hanno emesso il provvedimento di sgravio definitivo.

Quindi la mia domanda per finire è questa: ma perché alcuni funzionari dello stesso ufficio in quattro giorni riescono a correggere un errore che altri loro colleghi hanno commesso e gli stessi che lo hanno commesso in 7 mesi, mesi che vanno dall’emissione del ruolo alla sua notifica non si sono resi conto del problema evidente?

Comunque questa pratica è finita bene…aspettando la prossima.


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