

Addio alla calca: ingressi contingentati e prenotazioni online. Residenti gratis, turisti paganti per scendere i gradini. In poche ore venduti oltre 3.000 biglietti
La rivoluzione è partita puntuale alle 9 di questa mattina. E, numeri alla mano, sembra essere stata accolta senza troppe resistenze.
Nonostante l’introduzione del pagamento, l’entusiasmo dei visitatori non è affatto calato: tra prevendite, aperte a fine gennaio, e biglietti acquistati direttamente sul posto, in appena due ore sono stati registrati circa 3mila ingressi.
Un dato che parla chiaro e che racconta la volontà dei turisti di continuare a godere della bellezza del Salvi, questa volta però senza dover lottare per conquistare un centimetro di spazio.
Il nuovo sistema di accesso prevede il pagamento del ticket esclusivamente per scendere nella parte bassa della fontana, il cosiddetto catino, mentre la piazza resta liberamente accessibile. Il costo è fissato a 2 euro.
Nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, l’accesso è consentito dalle 11.30 alle 22, mentre nei weekend l’orario si amplia dalle 9 alle 22.
L’ultimo ingresso è previsto alle 21. Solo per la giornata di oggi, in occasione dell’inaugurazione, l’apertura è stata anticipata alle 9 del mattino.
Restano comunque diverse le categorie esentate dal pagamento. L’ingresso è gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, che dovranno esibire un documento, per i bambini sotto i 6 anni, per le persone con disabilità insieme al loro accompagnatore e per le guide turistiche durante lo svolgimento della propria attività professionale.
Il ticket rappresenta, secondo l’amministrazione capitolina, l’ultimo tassello di un percorso più ampio legato a sicurezza e decoro. A sottolinearlo è stato l’assessore Alessandro Onorato durante il taglio del nastro.
«Prima qui c’era una calca sistematica, borseggiatori ovunque e persone che volevano farsi il pediluvio – ha spiegato –. Grazie ai controlli e a questa nuova gestione, le illegalità e i tentativi di nuotate sono ormai un ricordo del passato».
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