‘Franco Angelosante. Spazio e volume’ al Complesso del Vittoriano

Le opere di Franco Angelosante e la metafora della vita
di Patrizia Miracco - 18 Novembre 2011

Dal 18 novembre al 14 dicembre 2011 il Complesso del Vittoriano ospita “Franco Angelosante. Spazio e volume. Metafora contemporanea e technology art”. 

Il titolo della mostra è spiegato dal critico d’arte Francesco Giulio Farachi: “Spazio e volume. Dallo spazio al volume. Il modo, la pienezza, con cui la forma prende corpo nello spazio segue il filo di uno svolgimento narrativo, o di un percorso, un itinerario in cui viene a mancare ogni frazionamento di tappa o sosta, ma che si snoda in continuità transeunte, di trapasso o di osmosi, in un’armonia composta secondo il gioco delle analogie e delle simpatie, delle attrazioni e delle repulsioni, delle traslitterazioni da un ambito all’altro (dall’inorganico al naturale all’artefatto, dalla materia allo spirito, dal concreto all’astratto). Solo la similitudine, l’accostamento logico ed immaginifico, il raffronto poetico può tradurre questa armonia. Solo la metafora”.

Sono venticinque le opere in mostra (olii su tela e su tavola, polimaterici, installazioni) che ripercorrono il percorso artistico del Maestro abruzzese. Spazio e volume sono alla base della produzione di Angelosante, elementi che, acquistando una fisicità modellabile, l’artista usa per creare la scomposizione dei piani fisici e dei campi visivi interni ed esterni alle realizzazioni. Le sue creazioni sono a metà fra il quadro, la scultura, l’installazione. Opere che si presentano in una mutevolezza dinamica e ricche di vibrazioni luminose.

Franco Angelosante è nato, vive e lavora a L’Aquila, è un’artista autodidatta che ha iniziato il suo percorso artistico con lo studio dal vero del paesaggio e della figura umana. La sua tecnica è stata perfezionata dalla ricerca e dagli approfondimenti sul magma avanguardistico del Novecento, questo studio ha riportato all’artista numerosi riconoscimenti, anche di profilo istituzionale. Dal 2000 si occupa di Scienza applicata all’Arte, in particolare realizza straordinari polimaterici ed installazioni di astrazione cosmica e futuristica, connotati da un certo interesse per il trascendente. Dal 2005 si interessa alla Technology Art ed ha avviato la produzione di opere dominate da un certo meaning metafisico, qualificate dall’utilizzo di componenti elettroniche coniugate alla personale passione per l’Astronomia. L’esposizione di una propria opera nell’ambito delle manifestazioni culturali correlate al G8 dell’Aquila del 2009 gli dischiude le porte della critica e dell’establishment culturale, conferendogli la notorietà internazionale.

Massimo Rossi Ruben considera: “Chi di noi, del resto, non si è lasciato sedurre dalla fantascienza, da quei lontani documentari televisivi su satelliti e galassie; da quei racconti di vite aliene e di missioni su moduli lunari; da comete, nebulose, coni selenici e rivoluzioni terrestri che ammiccavano dalle copertine di MacBride Allen ed Asimov? La produzione di Franco Angelosante va letta anche così, con il cuore nei sussidiari di scuola e nelle figurine Liebig sui robot positronici, che ci hanno insegnato che i pianeti e gli asteroidi sono entità lontane ma addomesticabili nel concetto dalla mente umana, predisponendoci alle possibilità ed alle infinite declinazioni del progresso e del cammino dell’Uomo. Tutto questo sì, straordinaria metafora della vita”.

La mostra è presente nella Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano (via San Pietro in Carcere) tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 ad ingresso gratuito.
Per informazioni: tel. 06/6780664 o www.angelosante.it


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