Freddo e neve riportano in luce la scritta DVX sui monti reatini

di Edoardo Annucci - 7 Gennaio 2017

 

Il freddo arriva nella Capitale e la neve è alle porte della città: tutto apparentemente normale se non fosse per le montagne reatine, visibili da più quartieri e dal Gianicolo, che fanno rivivere la storia recente italiana. A far parlar di sé è di nuovo la scritta Dvx del 1939, omaggio a Benito Mussolini, realizzata su circa otto ettari del Monte Giano – in provincia di Rieti – dagli allievi della Scuola delle Guardie Forestale di Cittaducale.

Novanta chilometri dividono Roma dal Monte, ma ciò nonostante la scritta è ben visibile in più periodi dell’anno: dall’autunno all’estate. Oggetto di discussione politica, negli anni è stata più volte contestata per il periodo storico a cui fa riferimento, ma anche apprezzata per la sua maestosità, tipica del ventennio fascista.

Più volte ha rischiato di scomparire,  divenendo quasi una leggenda, a causa di incendi e piantumazioni varie sul Monte, fin quando ad intervenire fu la Regione Lazio, prima con Badaloni (L’Ulivo) nel 1998 che stanziò un finanziamento utile alla manutenzione dei boschi, oltre 250 milioni di lire per mantenere nitida la scritta, e poi Storace (Alleanza nazionale) nel 2004 con un restauro.

“La lotta al fascismo e alle sue eredità non si fa con la motosega”, dichiarò Roberto Giocondi del Partito democratico.

Oggi la dedica al ventennio, visibile dalla Capitale, dagli aerei che sorvolano il reatino e da tutti coloro che viaggiano sulla Salaria, è patrimonio artistico e monumento naturale.


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