Fulvio Caligiuri tra rose ed angeli

Il 13 dicembre è venuto a mancare, all’età di 83 anni, uno straordinario pittore
di Vincenzo Luciani - 20 Dicembre 2011
Abitare A Ottobre 2019

Il 13 dicembre 2011, colpito da un isctus, all’età di 81 anni, è venuto a mancare Fulvio Caligiuri, pittore, amico fin dalla sua fondazione del nostro giornale, residente nel quartiere Alessandrino al quale era molto legato. Purtroppo negli ultimi anni i nostri rapporti si erano allentati ed ho appreso la notizia del suo decesso, a funerali avvenuti, nella chiesa di San Francesco di Sales, in viale Alessandrino. E non mi resta che circondare in un forte, fraterno abbraccio Maria, la donna della sua vita, che egli ha sempre amato con profonda passione.

Dirò di Fulvio, poche sentite parole, con gli occhi asciutti, senza sdilinquimenti, avendo netto e incancellabile davanti a me il suo volto ironico e beffardo, sempre pronto a scherzare, in maniera irriverente su tutto, sulla vita, sulla morte, sulla gente, su se stesso, sull’amore. Solo su due cose non era disposto a scherzare: su Maria appunto e sulla sua pittura.

Fu pugile, in gioventù, di un discreto livello ed anche campione regionale tra i dilettanti. Di questa professione, aveva mantenuto la capacità di tenere ben saldi i piedi a terra, pronto sempre, ad una mia più volte ripetuta provocazione, a farmi “assaggiare” un accenno di destro d’incontro. La sua muscolatura  mantenne, almeno fino a pochi anni fa, e ne parlo per esperienza diretta, una consistente solidità.

Della sua pittura non so dire di meglio di quello che scrissi nel 1991 in un profilo su di lui: “Il mistero di Fulvio Caligiuri. Qual è il vero Caligiuri? [nella foto era rappresentato con la moglie Maria.] L’amicone Fulvio, estroverso, sempre disponibile al dialogo, dalla battuta pronta e colorita, oppure il maestro Caligiuri, quello delle sognanti “maternità”, delle rose dai tenui e soffusi colori, dei Crocefissi pervasi di alta spiritualità? Di Fulvio Caligiuri, pittore, che vive ed opera tra Centocelle e l’Alessandrino sorprende il contrasto netto tra il delicato profilo delle sue opere ed il suo aspetto esteriore. (…)” (Abitare A, Alessandrino, ottobre ’92, p. 3)

Dipingeva con grande passione e serietà. Sull’arte non era disposto a compromessi. Non ha mai svenduto un suo quadro (chi vuole conoscere la sua pittura, può apprezzarla presso la galleria Il Mondo dell’Arte in via dei Castani, sempre che ne siano rimasti alcuni quadri). Aveva una rete di clienti fissi, innamorati persi delle sue straordinarie “rose” e dei suoi “angeli”. Anche a me, che ero uno dei suoi più cari amici non ha mai regalato un quadro (e io non gliene ho mai comprato uno, perché, mi giustificavo, l’artista Caligiuri, non era cagionevole di salute ed avrei dovuto aspettare troppo perche, post mortem, si rivalutasse). Noi scherzavamo su un argomento in cui pochi amano scherzare (del resto, anche i poeti, e io lo sono anche se piccolo, valgono più da morti che "dal vivo").

Di lui però conservo, nella mia camera da letto due stupendi “angeli”, due cartoni che gli ho subdolamente scippato (avendone poi il consenso) dopo una recensione sulla sua arte apparsa appunto su Abitare A.

Quegli angeli da tanti anni sono sulla testiera del mio letto. Ora valgono di più, caro Fulvio, soprattutto perché mi ricorderanno, prima di ogni notte, che siamo effimeri, come quelle meravigliose fragili rose (durano, non è vero?, solo lo spazio di un mattino). E tu, per tutta una vita, le hai dipinto insieme a quegli angeli che, se esistono per davvero, certamente ti hanno accolto nella loro gloria.

Che la terra ti sia lieve, caro amico Fulvio.

Navigando in internet la casualità ha voluto che mi imbattessi in Patrizia 58 blog, di cui mi ha attratto questo titolo: Un bel ricordo, datato 06 ottobre 2007 ore 12.07
Ed ecco cosa c’era scritto:
questa mattina improvvisamente un ricordo. Era il 1978 giocavo a fare la D.J. in una radio privata di periferia una radio di borgata come tante tra i molteplici ascoltatori di questa radio (vi ricordate le dediche i giochini scemi le stupidate che si dicevano?).
C’era un personaggio, un uomo divertente intelligente in gamba un artista giocavamo con lui come se fosse un ventenne ,uno di noi,ma lui era un GRANDE non ti lesinava un vaffa quando lo meritavi ma era sempre pronto ad offrirti la sua spalla nei momenti di sconforto
ti abbraccio Fulvio ti voglio ancora bene . Vi faccio vedere un suo dipinto una bellissima immagine delle" rose" di Fulvio Caligiuri l’ho preso sul web perché purtroppo di lui ho solamente i miei ricordi.

FULVIO CALIGIURI (Ceccano 1930-Roma 2011)
Pittore e disegnatore: figurativo lirico espressionista. Tecniche: olio, acrilico, tempera, tecnica mista, foglia d’oro zecchino e d’argento, matita, pastello, tecniche litografiche. Soggetti: temi sacri, nudi di donna,maternità, fiori, menestrelli.
Mostre e Rassegne d’Arte: ha esposto a Roma, Londra, Parigi, New York, Melbourne, Toronto; le ultime personali: "L’Agostiniana" (Roma) – ‘Il Duomo" (Rieti) – "Il Mondo dell’Arte" (Fiuggi).
Critica (interventi di Echeoni, Ciavatta, Travia, Giordano, Fanciulli, Sarpi, Arpaio, Bottino, Nasillo ed altri): …di questo periodo sono le note miniature che illustrano brani del "Vangelo" e il "Ponte Quattro Capi" dell’isola Tiberina, miniature che fanno ancora parte della collezione privata della moglie Maria. Negli anni ’50, pur continuando gli studi e praticando vari sport, esponeva già le proprie opere in gallerie e manifestazioni artistiche della capitale. I consensi furono tali da permettergli, negli anni ’60 di dedicarsi professionalmente all’arte. Negli anni ’73 ’74, ha diretto la libera "Accadernia Internazionale del nudo". Ha ricevuto importanti commissioni da Enti religiosi, tra cui "L’Agape Fraterna", cinque opere dai "Padri Scolopi", una delle quali raffigurante il fondatore San Giuseppe Calasanzio, é esposta presso il Museo Storico dei "Padri Scolopi", in Cracovia".
link video con Fulvio Caligiuri alla festa dei 30 anni de Il Mondo dell’Arte nel 2004


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  Commenti: 2


  1. Buonasera mi piacerebbe sapere il valore orientativo di un quadro di fulvio caligiuri, stile paesaggistico, con un ruscello, scala di colorazione molto scura circa 1,20 x 60.

  2. guerrino sbardella


    conobbi fulvio caligiuri dal 1970 al 1985….essendo stato venditore di quadri presso elivio remo…mondo dell’arte insieme all’amico e venditore del zio francesco…. frequentando il suo studio presso l’acquedotto alessandrino …di fulvio grandi ricordi belli dovuti alla sua simpatia….sono in possesso di un quadro rose con finestra in alto luminosa certificato mondo dell’arte n° 3 45x6o ???

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