Garanzie disabili – Libertà di pirata – La maledizione degli “F35”

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 23 Febbraio 2013

Garanzie disabili 

"Libertà vigilata – ha deciso il giudice sudafricano Desmond Nair – per quell’Oscar Pistorius il quale è pur stato accusato di avere ucciso volontariamente la sua fidanzata Reeva".

Decisione alquanto discutibile come, in effetti, molto discussa è stata in tutto il Paese. Ma anche sorprendente, se non addirittura tragicomica, dal momento che il giudice Desmond Nair ha motivato il suo provvedimento con la circostanza che Oscar Pistorius, con quelle sue protesi, non sarebbe mai in grado di fuggire e di sottratrsi al processo. Ora, per carità, non è da ritenere arbitrariamente che Oscar Pistorius, una volta in libertà, intenda approfittare per fuggire e sottrarsi al processo. Il giudice Desmond Nair, però, avrebbe fatto certo meglio a non sostenere che lui, Pistorius, anche volendo, non sarebbe in grado di fuggire con quelle protesi lì. Perché invece lui, Pistorius, con quelle protesi lì è riuscito a correre, fino alle semifinali, alle ultime Olimpiadi. E fra i "normodotati".

Libertà di pirata

"Sara Marzocca, 24 anni – è accaduto in Corso Vercelli a Torino – è stata investita e uccisa mentre stava attraversando sulle strisce pedonali".

Cento episodi di questo genere in media ogni mese? Certo. Ma, anche, circa venti con il "pirata stradale" che, dopo l’investimento, non soccorre la vittima e fugge. Come avvenuto con l’assassino di Sara Marzocca. Il quale è stato poi ritrovato, sì, ma, quando si è andati ad identificarlo, è risultato essere quel Davide Giunta, 45 anni, che, nell’autunno scorso, aveva già provocato un gravissimo incidente guidando ubriaco. Una domanda, allora, che sembra più che legittima: se a quel Davide Giunta, 43 anni, fosse stata tempestivamente ritirata la patente e sequestrata la macchina dopo il primo gravissimo incidente, Sara Marzocca, 24 anni, non sarebbe ancora oggi viva? Qualcuno, in un Paese civile, sarebbe portato a dare una risposta. Ma non per cortesia: per dovere.

La maledizione degli "F35"

"Dopo avere scoperto che un fulmine potrebbe anche far esplodere uno dei nuovi "F35" di fabbricazione Lockeed – ha fatto sapere il Pentagono – i tecnici hanno ora scoperto che, a causa di un punto debole in una delle pale della turbina del reattore, un pezzo metallico potrebbe staccarsi all’improvviso e mandare in frantumi il motore".

Non è dato sapere, a questo punto, se il Pentagono finirà o no per acquistare i sempre più inquietanti "F35" di fabbricazione Lockeed. Quello che si è invece saputo – anche se si è cercato di tenerlo segreto – è che proprio qualche giorno fa, dopo la nuova negativa scoperta fatta dai tecnici Usa, è arrivato in Italia mister Stephen O’Bryan, vicepresidente del "Programma F35" per conto della Lockeed, il quale si è incontrato – con chi doveva incontrarsi – per sostenere ed accreditare che l’Italia, eventualmente rinunciando al numero dei reattori più o meno da acquistare, non farebbe di sicuro un buon affare. Così come non lo farebbe il Pentagono, ove rinunciasse anche lui all’acquisto? Tutto da vedere, tutto da capire. Pur se, sia come sia, un affare lo farebbe intanto, di certo, la Lockeed. Vendendo i suoi sempre più inquietanti "F35", almeno, all’Italia.


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