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Garbatella saluta Enrico Lupardini, protagonista della vita del quartiere

Dall’informatica agli impegni sociali, dai corsi nei centri anziani agli orti urbani: il ricordo di un cittadino sempre attivo per il suo quartiere

È scomparso all’età di 75 anni Enrico Lupardini, nato e cresciuto alla Garbatella, quartiere al quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita.

Perito elettronico con studi in Ingegneria elettronica alla Sapienza, Lupardini aveva iniziato a lavorare giovanissimo nel settore dell’informatica, maturando una lunga esperienza professionale fino a diventare partner IBM e fondare successivamente una società di servizi informatici arrivata ad avere circa 50 dipendenti.

Dopo gli anni nel settore privato aveva proseguito il suo percorso lavorativo nella pubblica amministrazione, tra Provincia di Roma, Comune di Fiumicino, Ministero del Tesoro e Roma Capitale Metropolitana, fino al pensionamento nel 2015.

Attivo nella vita del quartiere e vicino alle realtà sociali del territorio, nel 2012 aveva aderito al Movimento 5 Stelle partecipando alle prime esperienze dei meetup cittadini. Candidato alle elezioni municipali del 2013 e del 2016, era stato nominato presidente del Consiglio del Municipio VIII durante l’amministrazione guidata da Paolo Pace.

Il suo impegno non si era limitato alla politica: Lupardini aveva organizzato corsi di informatica e telefonia mobile nei centri anziani, partecipato agli orti urbani della Garbatella, collaborato con una web radio del territorio e svolto attività di volontariato. Appassionato di sport, era anche arbitro di calcio e aveva conseguito l’abilitazione per dirigere gare dedicate ad atleti non vedenti e ipovedenti.

Un uomo dalle molte passioni e dai molti impegni, sempre disponibile a mettere le proprie competenze al servizio della comunità.

I funerali di Enrico Lupardini si svolgeranno sabato 1 agosto alle ore 10 nella chiesa di San Filippo Neri alla Garbatella.

Le testimonianze

«Ci siamo conosciuti nella contesa politica tra il M5s emergente e le sinistre radicate nel territorio e, pur nel rispetto reciproco, c’erano inizialmente parecchie barriere a dividerci.
Poi ci siamo presi le misure, la diffidenza è venuta meno ed è nato un bel rapporto, schietto e piacevole, che si è avvicinato all’amicizia.
Ricordo scambi e discussioni sulle questioni urbanistiche, in particolare sulla lotta contro l’edificazione I60 a Grotta Perfetta e sulle demolizioni di ville e altri abusi nel Parco dell’Appia Antica, di cui mi chiedevi di ripercorrere le tappe, le soddisfazioni e le sconfitte.
Ricordo i primi reali tentativi di dialogo a margine del consiglio municipale nel 2016 e poi, successivamente, quelli nel periodo del commissariamento, nella campagna elettorale successiva e oltre, fino ai tempi più recenti.
Ricordo le chiacchierate sui giovani, sugli anziani, sullo sport e gli orti come strumenti di contatto intergenerazionale, sulla storia e le favole, su come erano e come avremmo voluto i centri anziani, sulle trasformazioni dei nostri quartieri, San Paolo, Tor Marancia, Ostiense ma soprattutto Garbatella, che era in cima ai tuoi affetti.
Le schermaglie iniziali non servivano più e la profondità ne guadagnava e se spuntava qualche accento malinconico si sopperiva con una dose uguale e contraria di battute e ironia, nella consapevolezza di vivere in alcuni dei posti migliori di tutta la nostra unica città, con una comunità solida pur nelle divisioni e negli screzi.
E poi la tanta umanità, il tono gentile, la curiosità, l’amore per le tue figlie e i tuoi nipoti, per Roma, per la Roma, che all’unanimità, tra una risata e una semplice constatazione, consideravamo la nostra passione comune più irrazionale di tutte, sempre crescente nonostante i pochi trofei conseguiti in un mondo come il calcio in cui la vittoria verrebbe prima di tutto.
Ciao Enrico Lupardini, era parecchio che non ci incontravamo e quello di oggi è davvero un brutto scherzo. Mancherai, mancherai a tutti noi, fa’ buon viaggio.»

Andrea Catarci

«Mi mancherà incontrarti al portone di casa mentre ti apprestavi con entusiasmo ed energia ad affrontare una nuova giornata. Non ti ho mai chiesto dove andassi con quello zaino tutti i giorni, ma erano contagiosi il tuo sorriso e la tua energia. Ci mancherai. Ciao, Enrico.»
Claudia V.

«Ciao Enrico, amico e compagno di viaggio in politica. Abbiamo fatto tre anni di Consiglio insieme. Spesso discutevamo animatamente, ma ti volevo bene. Ricordo la tua determinazione nelle battaglie che abbiamo affrontato in quegli anni. Hai continuato a seguire le vicende del Municipio anche dopo il tuo ritiro dalla politica. Riposa in pace.»
Marco M.

«Ho appreso con grande tristezza della tua scomparsa. Anche se negli ultimi anni non abbiamo avuto molte occasioni di sentirci, conservo il ricordo del percorso che abbiamo condiviso e dell’impegno che hai dedicato al nostro Municipio e al Movimento, ricoprendo con serietà il ruolo di portavoce.»
Arcangelo P.

«La pensavamo diversamente, ma grande rispetto per la persona. Ciao Enrico. Se potessi ti clonerei…»
Luigi R.

«Sei stato un esempio di forza di volontà per tutti noi. Hai lottato come un lupo fino alla fine!»
Teresa C.

«Non ci posso credere. Da un po’ non leggo più “Lupo pensiero”, ma non potevo immaginare, non sapevo… Mi dispiace moltissimo. Persona garbata e sempre misurata nell’interlocuzione con le organizzazioni sindacali.»
Loredana M.

«Ciao Enrico. Abbiamo condiviso una stagione politica e ricordo con affetto il tuo tratto squisito e la tua pacata saggezza nell’affrontare anche i nodi più spinosi. Ci mancherai.»
Silveli K.

«Che brutta notizia… Un uomo raro. Condoglianze alla famiglia e a tutta la nostra comunità.»
Luca C.

«Ciao Enrico caro, un dispiacere grande. Ti voglio ricordare sempre come una persona positiva, intelligente e preparata. Ricordo i nostri dialoghi sul mio paese, Rovere, che tu avevi apprezzato insieme al nostro amico Giancarlo.»
Paola T.

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Un commento su “Garbatella saluta Enrico Lupardini, protagonista della vita del quartiere

  1. Caro Enrico, il tuo approccio alla vita era meraviglioso. Sempre indaffarato, pieno di interessi e di voglia di costruire qualcosa. E’ stato bellissimo averti conosciuto. Con te non esistevano differenze generazionali, era come parlare con uno di famiglia. Grazie per aver condiviso con grinta e motivazione le tue passioni, sono sempre stati importanti spunti di crescita. Riposa in pace.

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