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“Gaza” sul bus durante il corteo pro Pal: il gesto dell’autista accende la polemica

L'azienda ha fatto sapere che "farà tutti i necessari approfondimenti per accertare le circostanze e le eventuali responsabilità per uso improprio delle dotazioni aziendali"

Un autobus Atac con la scritta “Gaza” al posto della consueta indicazione di linea. È bastata una foto, scattata su via Nomentana nella mattinata di venerdì 3 ottobre, per accendere la polemica e scatenare un’ondata di reazioni sui social.

L’immagine – rilanciata in poche ore su chat WhatsApp, pagine Facebook e siti di informazione – mostra il mezzo dell’azienda capitolina circondato da gruppi di studenti diretti al corteo pro Palestina, in una giornata già segnata dallo sciopero generale indetto da Usb e Cgil.

Secondo le prime ricostruzioni, l’autobus – rientrando verso il deposito – sarebbe stato guidato da un autista che, per scelta personale, ha modificato il display elettronico inserendo la parola “Gaza”, come segno di solidarietà con la popolazione palestinese.

Un gesto che, però, potrebbe costargli caro. Atac, in una nota diffusa nel pomeriggio, ha annunciato di aver avviato verifiche interne “per accertare le circostanze e le eventuali responsabilità per uso improprio delle dotazioni aziendali”. Il dipendente, dunque, rischia un provvedimento disciplinare.

La vicenda divide: tra chi parla di un “atto di umanità e libertà di espressione” e chi invece lo considera “un comportamento inopportuno per un dipendente pubblico”.

Nel frattempo, la foto dell’autobus con la scritta “Gaza” continua a rimbalzare online, trasformandosi nel simbolo – e nella miccia – di un nuovo caso romano tra attivismo e disciplina aziendale.


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