Gesù, Cesare, il cardinale e le tasse – Volti nuovi e arroganze vecchie – Nuova resa del Governo – Dallo “stand by” alle pile scariche

Fatti e misfatti di settembre di Mario Relandini
Enzo Luciani - 14 Settembre 2012

Gesù, Cesare, il cardinale e le tasse

"Anche Gesù – ha creduto opportuno ricordare il cardinale Angelo Ravasi – spronava il popolo a pagare le tasse".

Sembrerebbe storicamente vero, ma c’è da chiedersi: se Gesù fosse stato qui in Italia oggi, avrebbe spronato il popolo a pagare a Cesare tasse non più del 10% come a quei tempi o avrebbe spronato Cesare a ridurre quelle tasse che oggi, complessivamente, si mangiano circa un quarto di uno stipendio operaio? Una risposta, magari, dallo stesso cardinale Angelo Ravasi. Il quale, intanto, è sempre in ansiosa attesa di sapere quanto debba a Cesare, di Imu, la Chiesa.

Volti nuovi e arroganze vecchie

"Matteo Renzi ha lasciato a Pontassieve il suo "camper" in doppia fila – come ampiamente fotografato – prima di partire per la tappa numero uno della sua campagna per le primarie pd". "Luca Cordero di Montezemolo – come hanno racontato le cronache – ha parcheggiato la sua auto, a Loiano, in modo da impedire ad un’altra auto di uscire dal parcheggio".

Matteo Renzi e Luca Cordero di Montezemolo, due volti nuovi per arroganze vecchie.

Nuova resa del Governo

"L’obbligo per commercianti e per professionisti di accettare pagamenti con le "carte di debito" – la novità viene dal Governo – verrà fatta slittare al primo gennaio 2014".

Adotta Abitare A

Ennesima bandiera bianca di resa da parte del Gabinetto Monti, dunque, sotto l’incalzare dell’ennesimo attacco dell’ennesima "lobby". Il "premier", proprio ieri, ha risposto – a chi glielo chiedeva – di non sapere che cosa intenderà fare quando sarà scaduto il suo mandato. Forse potrebbe andare a seguire qualche altro "master": in "strategia politico-militare", in "ragioneria del coraggio", in "etica della coerenza". Tanto per dire. E soprattutto se, sotto sotto, sta lavorando per proseguire il suo percorso di "premier" dopo le elezioni della prossima primavera.

Dallo “stand by” alle pile scariche

"Il 21 giugno scorso – grandi titoli su tutti i giornali – fu approvato, in Senato, un disegno di legge che prevedeva, anche, la modifica dell’articolo 56 della Carta costituzionale, articolo relativo al numero dei parlamentari di Camera e Senato".

Bene. Quale fine ha fatto questo significativo disegno di legge? Messo in "stand by" da tutti i partiti, con pretesti strumentali e ripicche tecniche chiamati soprattutto a mascherare la volontà di non tagliare il numero dei seggi parlamentari, in questi giorni, alla fine, si è ritrovato con le pile scariche e si è spento. Il che significa – fuori di metafora – che i partiti hanno abilmente manovrato perché non ci fossero più i tempi, in questa legislatura, per attuare quel disegno di legge che, pure, avrebbe rinconciliato almeno un po’ i cittadini con la politica. I partiti, allora, non vogliono riconciliarsi con i cittadini? Attenzione, però, alle conseguenze. E non si venga poi a piangere, quando sarà stato troppo tardi, sul latte versato. Sul Grillo o sul Renzi versato. O, più chiaramente, riversato nelle preferenze delle prossime elezioni politiche. 


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