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Giallorossi coi nervi tesi: Osvaldo colpisce Lamela nello spogliatoio

Dopo una discussione il pugno. L’attaccante si scusa subito, ma verrà multato e salterà Firenze. L’agente: “Troppo rumore per nulla”. Baldini: “Il gruppo è coeso”.
di Lorenzo Censi - 29 Novembre 2011

L’inguardabile prestazione ad Udine di venerdì 25 novembre 2011 ha avuto come evitabile conseguenza lo scontro fisico tra Osvaldo e Lamela.

Alla fine del primo tempo la punta arrivata in estate dall’Espanyol ha rimproverato il giovane trequartista per un mancato assist nel corso di un’azione a ridosso del triplice fischio.

Dopo un alterco Osvaldo ha colpito con un pugno in faccia l’argentino. E’ avvenuto nel tunnel che conduce agli spogliatoi, sotto gli occhi di tutti e quindi anche dell’arbitro che potrebbe aver refertato il fattaccio. Immediate le scuse dell’attaccante a Lamela, Luis Enrique e gli altri compagni.

Lunedì 28 novembre mattina i due giocatori si sono ritrovati per la ripresa degli allenamenti ed hanno avuto un’ulteriore occasione per chiarirsi, dopo che già l’ex River Plate, subito dopo l’accaduto, aveva chiesto il perdono per Osvaldo.

Le reazioni a Trigoria sono state dure: attraverso una nota la società rende pubblico che oltre ad una salatissima multa che rimpinguerà le casse della società giallorossa, l’attaccante, su decisione di Luis Enrique, sarà punito con l’esclusione dalla trasferta di Firenze. Osvaldo continuerà però ad allenarsi col gruppo. La mancanza di serenità all’interno del gruppo e l’epurazione del giocatore più in forma del momento sono due dati che preoccupano.

La Roma ha infatti alle porte un tour de force in trasferta che può rivelarsi spietato: Fiorentina, Juventus (l’unica gara all’Olimpico), Napoli e Bologna rischiano di far andare il panettone di traverso al tecnico asturiano.

Il dg Franco Baldini ha voluto tranquillizzare gli animi, smentendo chi parlava di una spaccatura tra vecchi e nuovi: «Non esiste assolutamente una divisione tra il gruppo dei senatori e quello dei più giovani- ma ha poi aggiunto- C’è stato un gesto di mancanza di rispetto da parte di Osvaldo nei confronti di un suo compagno».

La “revoluciòn cultural” non può essere sconfessata, Baldini e Luis Enrique non possono soprassedere, come non hanno fatto finta di niente con la sfuriata di Heinze e con Bojan e la sua patente troppo fragile. Ma forse sbattere il giocatore in prima pagina, dandolo in pasta al focoso ambiente romano, ed urlare dei fatti di Udine potrebbe rivelarsi controproducente.

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Piccato l’agente di Osvaldo, Dario Decoud: « Si è fatto un casino grandissimo per una discussione. Di solito queste cose rimangono nello spogliatoio». C’è il rischio che il già instabile spogliatoio romanista si incrini maggiormente, sentendosi troppo e troppo spesso nell’occhio del ciclone.

«Lo spogliatoio è sacro, e alcune cose non dovrebbero essere riportate – afferma Conte, allenatore della Juventus – Non mi piace questo ‘Grande Fratello’, non è bello. Adesso bastano due starnuti e si scrive subito che un giocatore ha l’influenza. Le scazzottate a volte servono per costruire qualcosa di importante».

La storia recente delle liti in casa giallorossa strappa un leggero sorriso: ogni volta che due giocatori hanno espresso la loro diversità di vedute in campo (Panucci e Doni a Udine nel 2008), negli spogliatoi (Totti e Burdisso a Cluj la scorsa stagione) o a Trigoria (Panucci ed Aquilani prima della sfida col Real Madrid, annata 2008), nella partita successiva sono sempre arrivati i 3 punti.

Liti come collanti per il gruppo? Sperando sia così, è necessario che anche Luis Enrique cerchi un collante per le proprie idee. La quattordicesima formazione diversa in 14 partite e l’ incoerenza tra i suoi dettami teorici e la resa tattica dell’undici romanista ad Udine cominciano ad far sorgere più di qualche punto interrogativo nei tifosi e negli addetti ai lavori. 


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