Giorgia Campana, la giovane ginnasta di Tor Sapienza e la sua esperienza olimpica

Sacrificio e costanza virtù fondamentali per raggiungere un traguardo importante come quello di Londra 2012
di Maria Giovanna Tarullo - 4 Settembre 2012

 

Sacrificio e costanza. Queste le virtù che deve avere una giovane sportiva per raggiungere il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi.

Giorgia Campana la ginnasta della Nuova Tor Sapienza ne ha da vendere. Di ritorno dalle fatiche olimpiche di Londra 2012, dove con la squadra italiana ha conquistato uno storico 7°posto, ci ha raccontato di come ha vissuto la sua prima apparizione ai Giochi Olimpici, della sua grande passione per la ginnastica artistica per cui ha deciso di rinunciare alla vita di una normale adolescente e della sua esperienza all’interno del Centro Tecnico Federale dell’Acqua Acetosa.

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Giorgia si è soffermata anche sull’aspetto mediatico del suo sport arrivato con il programma di Mtv "Ginnaste- Vite Parallele", che vede protagoniste le sue colleghe Carlotta Ferlito e Elisabetta Preziosa, lanciando un consiglio alle bambine pronte ad intraprendere questa strada " non è tutto vero quello che vedete in televisione". 

Giorgia, partiamo subito con la tua esperienza ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Vuoi raccontarci come hai vissuto quei momenti?

Sono partita per le Olimpiadi senza grandi aspettative, soltanto con la voglia di divertirmi e godermi questa fantastica esperienza. Il mio obiettivo era quello di dare il massimo nelle gare e contribuire al lavoro della squadra cercando di piazzarci tra le prime 8 squadre, risultato che abbiamo raggiunto con successo visto che abbiamo conquistato il 7° posto. Non accadeva da molto tempo che la squadra italiana raggiungesse questo traguardo.

Cosa si prova prima di ogni competizione?

Ero agitatissima. La tensione era forte, il pubblico era veramente numeroso, il palazzetto era immenso e anche se questo genere di esperienze le avevo già vissute ai Mondiali di Tokyo, agli Europei e durante le altre gare, comuque quell’atmosfera aveva qualcosa di ancora più sorprendende e “magico”.

E’ stato bellissimo stare nel Villaggio Olimpico insieme a tutti gli atleti italiani, ci sentivamo come una grande famiglia, tutti rappresentavamo il nostro paese ed eravamo lì per difendere il tricolore. Poi vedere gli atleti delle altre nazioni e pensare che solo poco tempo prima li avevo visti in televisione, mi ha fatto sentire davvero importante.

Come ti sei avvicinata al mondo della ginnastica artistica?

Ho iniziato all’età di 7 anni, che per questo sport è anche un po’ tardino, grazie alla mamma di una mia compagna delle elementari. Così sono entrata a far parte della società Nuova Tor Sapienza. Prima avevo praticato nuoto. Ma mi annoiava, non mi piaceva molto.

Qual è stata la reazione dei tuoi genitori alla tua decisione di dedicarti ad uno sport così impegnativo sin da bambina?

Quando ho iniziato né io né i miei genitori conoscevamo questo sport e quanti sacrifici potesse comportare. Anche perché la mia è una società piccola, non una già affermata. Io sono stata la prima ad arrivare a questo risultato,.Quindi davanti a me nessuno mai mi aveva spianato la strada o guidata verso questo mondo. Man mano che andavo avanti scoprivo cose nuove su questo sport, e i miei insieme a me.

Come sei approdata al Centro Tecnico Federale dell’Acqua Acetosa?

Sono arrivata al Centro Tecnico Federale dell’Acqua Acetosa nel 2004. Prima di allora non sapevo dell’esistenza di questo centro. Quando ho iniziato ad allenarmi mi sembrava tutto così strano. La mia vita è completamente cambiata: studiare all’interno del centro e non più in una scuola comune, niente più uscite con i coetani, poche vacanze e poi sempre a dieta.

Attraverso il reality di Mtv “Ginnaste-Vite parallele” abbiamo potuto osservare che la vita di una giovane sportiva è piena di sacrifici e ostacoli. A cosa ha dovuto rinunciare Giorgia per poter arrivare alle Olimpiadi?

Proprio una volta approdata nel Centro Federale dell’Acqua Acetosa ho iniziato a scoprire tutti i sacrifici che comporta questo sport e a rendermi conto di quanto fosse difficile mantenere la costanza, soprattutto da piccolina. Crescendo ho preso coscienza di quello che stavo facendo, iniziando a focalizzarmi su i miei obiettivi. Da lì piano piano sono arrivati i primi successi, che si sono sempre alternati agli infortuni, fino ad arrivare a realizzare il mio sogno.

Quali sono i tuoi punti di forza ?

L’agilità e la tecnica. Non sono una ginnasta potente o molto muscolosa e i miei attrezzi di punta sono le parallele e la trave.

Esiste un modello nel mondo dello sport a cui ti ispiri?

Beh ci sono molti atleti sia nella ginnastica che negli altri sport da cui prendo la carica e la determinazione per andare avanti, ma non ho un vero e proprio modello a cui ispirarmi.

Grazie alle apparizioni in televisione le tue colleghe Carlotta Ferlito e Elisabetta Preziosa hanno avuto maggiore risalto durante i giochi olimpici. Come ha vissuto questa situazione la squadra?

Mtv ha fatto avvicinare moltissimo i ragazzi alla ginnastica artistica. Adesso mi trovo a rispondere sui social network alle domande di molte bambine che vogliono iniziare a praticare questo sport. Per quanto si sia cercato di farlo apparire il più reale possibile, per noi che ci siamo dentro alcune cose non sono proprio così… ma va bene lo stesso. Riguardo alle mie compagne famose questa situazione di popolarità si è venuta a creare non solo durante i Giochi ma anche nelle altre gare, quindi ero già abituata. In fin dei conti lì eravamo una squadra…Mtv non contava in quel momento.

Se avessi davanti a te una bambina intenzionata a seguire la tua stessa strada, quale consiglio le daresti?

L’avvertirei subito che è uno sport molto impegnativo e pieno di sacrifici e le direi di andare sempre avanti per la propria strada nonostante tutto e tutti perché con molta costanza e duro lavoro i risultati arrivano. E poi tanta determinazione, tenacia e cercare di far emergere l’ambizione e lo spirito della competizione.

Purtroppo la carriera da ginnasta è molto breve, hai deciso a cosa vorrai dedicarti in seguito?

No, non ho ancora pensato al futuro perché finora mi sono sempre concentrata sulle gare. Quando avrò un attimo di respiro cercherò di pensarci, intanto ho ancora due anni di scuola davanti (Istituto Tecnico Commerciale) dopo vorrei andare all’Università. Non penso di diventare un’allenatrice, cosa che fanno la maggior parte delle atlete dopo aver smesso l’attività…ma magari un giorno cambierò idea.

Il tuo prossimo obiettivo nel mondo della ginnastica?

I prossimi obiettivi nel campo della ginnastica sono il campionato di Serie A che ricomincerà i primi di febbraio e poi il resto verrà da sé…tutte le altre conquiste che verranno saranno ben accette!

 

 


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