Giornata Mondiale della Gentilezza, il 13 novembre

Sii gentile, sempre. Perché praticare la gentilezza fa bene
C. L. - 13 Novembre 2019

In occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza che si celebra il 13 novembre, gli esperti di Guidapsicologi.it spiegano l’immenso valore di questa virtù e come la sua pratica possa cambiare la percezione della quotidianità e infondere un profondo senso di benessere. 

«Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre» diceva il teologo e scrittore britannico Ian Maclaren. Una massima che si è resa famosa, da tenere sempre presente e applicare giorno dopo giorno per combattere maleducazione e invidia, sempre più diffuse a ogni livello sociale.

In occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza che si celebra il 13 novembre, gli esperti di Guidapsicologi.it spiegano l’immenso valore di questa virtù e come la sua pratica possa cambiare la percezione della quotidianità e infondere un profondo senso di benessere.

 

Essere gentili fa bene alla salute

Chi è gentile si mette al riparo, almeno in parte, dai rischi legati alle malattie cardiovascolari. È dimostrato da diversi studi scientifici che un atteggiamento nervoso e irascibile è nocivo alla salute, poiché genera un continuo stato di stress che alla lunga danneggia il corpo umano.

Invece, la gentilezza genera calma, e fa sì che l’organismo non venga sottoposto a stimoli violenti e dannosi, mantenendosi rilassato e in salute, e quindi più propenso al buonumore.

 

La gentilezza genera gentilezza

Se tu sei gentile gli altri saranno gentili con te. Questo è certo, o comunque molto probabile. Perché si crea un ciclo positivo per cui da un gesto gentile non può che nascere una reazione gentile. Questa virata è fondamentale soprattutto in società come quella occidentale, dove i legami relazionali sono di volta in volta più superficiali e costruiti, a discapito della spontaneità e dell’autenticità.

Se la persona alla quale ci si rivolge con gentilezza normalmente è sgarbata, si troverà spaesata davanti a un’inattesa gentilezza, e sarà portata a riflettere. Certo non succede sempre, però in una buona percentuale dei casi sì, per questo è bene praticare la gentilezza, perché non c’è nulla da perdere, anzi. Affrontare il mondo e il prossimo con gentilezza ci infonde tranquillità e fa in modo che l’altro sia ben disposto verso di noi: gentilezza genera gentilezza.

 

L’importanza del sorriso

Essere gentili ci predispone a un atteggiamento positivo, proprio come sorridere. Quello che può sembrare un semplice dettaglio è in realtà un prezioso alleato per una comunicazione piacevole ed efficace.

Il sorriso infatti è lo strumento che abbiamo a disposizione per comunicare in maniera immediata e senza bisogno di parole quale sia la nostra predisposizione verso l’altro. È un segno di apertura e disponibilità, e ha il grande potere di regalare positività a costo zero a qualcuno che potrebbe averne bisogno. Di riflesso, saremo i primi a beneficiare di questa riconoscenza, e il piacere e il senso di appagamento che ne scaturiscono sono un bene prezioso.

 

L’importanza di dare gratuitamente

Essere generosi senza pensare che si riceverà qualcosa in cambio è una grande virtù. Dare per il piacere di dare e senza l’ansia di ricevere, senza pensare sempre al proprio tornaconto, ci rende persone migliori, con il prossimo ma soprattutto con noi stessi.

Qualsiasi atto che decidiamo di compiere, qualsiasi atteggiamento che assumiamo, ha prima di tutto delle conseguenze sul nostro stare. Compiere atti di gentilezza è regalare agli altri senza pretendere niente in cambio, e se praticato in modo sincero e consapevole, è il miglior modo per crescere interiormente e coltivare il proprio benessere più profondo.

 

Altruismo vs individualismo

La sensibilità verso il prossimo è ciò che si allena quando siamo gentili a priori. Una facoltà che andrebbe esercitata fin da piccoli, e che spesso viene meno con gli anni, a causa di ciò che si vive e si subisce, di soprusi e dinamiche violente e scorrette di cui si è protagonisti quotidianamente.

Recuperare uno sguardo puro e una buona disposizione verso il prossimo ci permetterà di aprire gli occhi e scoprire che intorno a noi ci sono infiniti esempi di gentilezza quotidiana che possiamo mettere in pratica: tenere la porta a chi sta arrivando, aiutare una persona anziana che è carica di pesi, lasciare il posto in autobus a chi ne ha più bisogno o fare passare in coda chi ha solo un prodotto mentre noi abbiamo il carrello pieno, chiedere “come stai?” dire “buongiorno” e “buonasera”, “grazie” e “non c’è di che!”. Piccoli gesti che non sono dovuti ma che diventano necessari se ciò che desideriamo è una società migliore e altruista.

 

Consapevolezza del potere della gentilezza, cambio interiore

Proviamo ora a rispondere: perché non essere gentili? cosa si guadagna? La risposta è semplice: niente. Eppure spesso si cade nei meccanismi della scortesia, si perde la pazienza, e si è poco disponibili verso chi si ha davanti. Ognuno ha le sue ragioni per rispondere male o per essere scontroso prendendosela con uno sconosciuto, ma questo atteggiamento a cosa ci porta?

Il vero passo in avanti è imparare a gestire i sentimenti negativi come la rabbia e l’invidia, non lasciare che guadagnino spazio e impedire che si assestino dentro di noi. Scardinare questo sistema di credenze è il cambio interiore da perseguire, essere noi per primi quel miglioramento che desideriamo per il mondo. E saremo più felici. Provare per credere.

 

C. L.


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