Giornata mondiale della libertà di stampa

Si celebra il 3 maggio la conquistata libertà d’espressione
di Valentina Rifici Silvestri - 3 Maggio 2012

L’assemblea Generale dell’ONU proclamò, nel 1993, la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa come una giornata “per celebrare i principi fondamentali della libertà di stampa in tutto il mondo,per difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza e offrire un tributo ai giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione”.

Questa iniziativa nacque dalla Conferenza Generale dell’Unesco, la quale, da una risoluzione sulla “Promozione della libertà di stampa nel mondo “, riconobbe come una stampa libera, pluralista e indipendente sia una componente essenziale di ogni società democratica. La libertà di stampa è una delle garanzie che ogni Stato di diritto deve assicurare ai suoi cittadini e alle loro associazioni: l’espressione delle opinioni personali attraverso gli scritti o in qualsiasi altro modo di informazione, rappresenta, infatti, una delle maggiori conquiste per la persona. La Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo afferma: “Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione;questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze …”

Non può esistere democrazia senza il pluralismo che dà a chiunque la possibilità di dare voce alle proprie idee. Non ci deve essere, quindi, il monopolio nell’informazione, ma il maggior numero possibile di quotidiani, riviste, televisioni e periodici che riflettano le opinioni di quasi tutte le persone. La Dichiarazione di Windhoek, che risale al 1991, rappresenta sicuramente una pietra miliare per gli Stati Africani in tema di libertà di stampa. Nella Dichiarazione, naturalmente, mancano le libertà digitali, essendo impensabile, all’epoca, lo sviluppo che esse avrebbero avuto. Oggi, il panorama mediatico è molto cambiato, ma l’obiettivo delle Nazioni Unite è rimasto comunque lo stesso: promuovere la libertà di espressione. Attualmente, milioni di persone possono condividere e scambiare informazioni e opinioni, dentro e fuori dai confini della loro nazione , in tempo reale, attraverso moderne e sofisticate tecnologie, quali i social network, (Facebook, Twitter etc), cosi come la radio e la televisione.

Contemporaneamente, però, sono emersi nuovi metodi per bloccare e censurare le informazioni. Esistono persistenti limitazioni imposte da molti governi per imporre il silenzio e bloccare le critiche. Infatti, anche odiernamente, non tutti hanno facilmente accesso a informazioni chiare e veritiere e i governi continuano a controllare i media.
Molto probabilmente la tecnologia ha ispirato anche le proteste in Nord Africa e Medio Oriente perché le popolazioni hanno preso coscienza del fatto che non vengono rispettati i loro diritti civili e politici.

Ricordiamo che molti giornalisti in Yemen, Egitto, Siria, Tunisia, e Iraq, come anche in altri paesi, hanno subito violenze e torture, spesso sono stati deportati, detenuti e uccisi. Bisogna lottare per difendere l’integrità e la sicurezza dei giornalisti . Bisogna pretendere che le autorità statali facciano di tutto per garantire l’impunità e proteggere la loro sicurezza.

Secondo i dati forniti dall’International Press Institute di Vienna, i giornalisti uccisi nel 2012 sono stati 37, nel 2011 erano stati 102 e nel 2010 altri 101. L’Unesco considera gli omicidi di giornalisti per cui ha espresso una condanna formale e perciò fornisce cifre inferiori: nel 2010 sono stati 65 e 62 nel 2011.  L’Unesco sottolinea che nella maggior parte dei casi, si tratta di giornalisti che seguivano problemi locali, casi di corruzione o altre attività illecite (quali gli affari della criminalità organizzata) e che ci sono moltissimi giornalisti minacciati o intimiditi a causa del loro lavoro; perciò annuncia iniziative per rendere più sicura la loro attività. In Italia dal 1960 al 1993 sono stati uccisi per mano delle mafie e del terrorismo; 11 giornalisti (8 dei quali in Sicilia), altri sono morti all’estero nello svolgimento del loro lavoro.

Si celebrerà il 3 maggio 2012, a Palermo, la 5a Giornata della memoria dei giornalisti uccisi, solo in Italia, dalle mafie e dal terrorismo. Saranno ricordati loro e anche tutti gli altri colleghi che alla libertà di stampa hanno sacrificato la vita. La manifestazione, organizzata dal Gruppo Siciliano dell’Unci, con la collaborazione dell’Associazione siciliana della Stampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia, si svolgerà nella sala Gialla di Palazzo dei Normanni (sede dell’Assemblea della regione Sicilia). Il programma prevede le testimonianze dei familiari dei giornalisti uccisi,oltre agli interventi delle Autorità e dei rappresentanti degli Enti dei Giornalisti.

Guido Columba, presidente dell’Unci, Leone Zingales e Antonella Roma, sottolineano “lo spirito dell’iniziativa” e ricordano che la manifestazione si svolge sotto il Patronato della Presidenza della Repubblica. 

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