

L’appello nasce dalla federazione di Civitavecchia e, in pochi giorni, ha fatto il giro dei circoli Dem di tutta Italia, raccogliendo adesioni a raffica
Un fronte giovane, deciso e rumoroso. I Giovani Democratici di Roma e del Lazio hanno deciso di rompere gli indugi e di incalzare il sindaco Roberto Gualtieri, chiedendogli di schierarsi apertamente al fianco di Gaza e della sua popolazione.
La proposta è forte e destinata a far discutere: un gemellaggio tra Roma e Gaza City, con la Capitale pronta a farsi portavoce in Italia ed Europa di un riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina.
L’appello nasce dalla federazione di Civitavecchia e, in pochi giorni, ha fatto il giro dei circoli Dem di tutta Italia, raccogliendo adesioni a raffica.
A Roma, a guidare la mobilitazione sono il segretario Jacopo Augenti e il responsabile esteri Raffaele Borda: “Non bastano più i gesti simbolici – dicono –. È il momento di azioni concrete per dimostrare che non ci siamo mai voltati dall’altra parte”.
Le richieste non lasciano spazio a fraintendimenti: sanzioni contro Israele, stop agli accordi commerciali, rottura del contratto tra Acea e la società idrica israeliana Mekorot, accusata di sottrarre acqua ai palestinesi nei territori occupati.
Il tema, però, non è nuovo: già a luglio il Movimento 5 Stelle aveva provato a spingere il Campidoglio a votare una mozione simile, citando anche i rapporti tra Farmacap e l’israeliana Teva. Tentativo finito nel nulla, con il Pd che aveva preferito un testo più annacquato, salvo poi far mancare il numero legale pur di evitare una spaccatura plateale.
Oggi i Giovani Dem riportano la questione in prima linea, chiedendo a Gualtieri di trasformare i gesti simbolici – dall’ora di buio alla Fontana di Trevi con la scritta “Gaza, spegniamo la guerra”, alla partecipazione alle mobilitazioni civili come la “linea rossa” in piazza del Pantheon – in un impegno concreto.
“Roma diventi Capitale della solidarietà, capofila di un fronte di città che non vogliono restare indifferenti davanti al massacro di un popolo – scrivono Augenti e Borda –. È tempo che la Capitale guidi un movimento per la giustizia e la libertà del popolo palestinese”.
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